fbpx Le macchine Volanti! | I fiori cambiano per adattarsi alla crisi climatica
I fiori cambiano per adattarsi alla crisi climatica

I fiori cambiano per adattarsi alla crisi climatica

Col riscaldamento globale che avanza molte specie animali e vegetali hanno cominciato a migrare verso nuovi territori e a modificare il proprio comportamento riproduttivo in funzione dell’aumento delle temperature. Alcune hanno addirittura iniziato ad alterare la propria fisiologia: è il caso di fiori quali la nostrana potentilla alpina, che a detta di un gruppo di scienziati della Clemson University in South Carolina si sono adattate al clima più caldo e al restringimento dello strato di ozono stratosferico modificando la pigmentazione dei petali sensibile ai raggi ultravioletti.

Come riportato in un articolo di commento apparso su Science, i pigmenti ultravioletti sono invisibili all’occhio umano, ma attraggono gli impollinatori e riflettono i raggi UV che provengono dall’irradiazione solare, e potrebbero quindi danneggiare il polline. Più è alta la concentrazione di pigmenti capaci di assorbire raggi UV nei petali, minore sarà il danno delle radiazioni alle componenti sensibili dei fiori, come gli organi riproduttivi. In genere, sono i fiori d’altura o vicini all’equatore ad avere la maggiore concentrazione di pigmenti ultravioletti, proprio perché più esposti all’irraggiamento solare.

I ricercatori della Clemson University hanno esaminato reperti di fiori di 42 specie diverse e risalenti fino al 1941 con l’ausilio di fotocamere sensibili agli UV, dunque capaci di cogliere la variazione dei pigmenti ultravioletti nel tempo. In media, questi sono aumentati del 2% l’anno dal 1945 al 2017, con differenze sensibili tra fiori dal polline esposto e quelli che, per conformazione, lo tengono invece nascosto tra i petali. La scoperta è importante perché fiori con pigmenti ultravioletti accentuati lungo tutta la struttura dei petali potrebbero diventare irriconoscibili agli impollinatori, che tendono a essere attratti dai fiori con pigmenti UV concentrati a ridosso degli organi riproduttivi. Il rischio è che, adattando i propri fiori al clima che cambia, molte specie vegetali vedano ridursi le proprie capacità riproduttive.