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Glossario: SPID
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Glossario: SPID

Il Sistema Pubblico d’Identità Digitale consente ai cittadini di accedere ai servizi online erogati dalla Pubblica Amministrazione, attraverso un’unica credenziale, senza più doversi affidare a diversi username e password a seconda del portale o dell’app. In questo modo, oltre a semplificare la loro fruizione rispetto a quanto avveniva in passato, è possibile garantire l’efficacia legale delle operazioni che richiedono che sia certificata univocamente l’identità digitale di ogni cittadino.

Come ottenere SPID
Ottenere SPID è semplice e veloce, non bisogna far altro che scegliere tra i nove gestori d’identità accreditati dall’Agenzia per l’Italia Digitale e seguire le istruzioni fornite. Uno degli step prevede il riconoscimento del richiedente, in modo da certificare la validità della domanda; lo si può fare con diverse modalità, alcune gratuite e altre a pagamento, di persona o via webcam, utilizzando la Carta d’Identità Elettronica, la Carta Nazionale dei Servizi oppure la Firma Digitale.

Questi i requisiti necessari: aver compiuto 18 anni, essere in possesso di un documento di riconoscimento nonché della tessera sanitaria o del tesserino del codice fiscale, di un indirizzo email personale e di un numero di telefono cellulare. La procedura è disponibile anche per coloro residenti all’estero e per i cittadini stranieri con permesso di soggiorno residenti in Italia. È possibile acquisire più di una identità digitale, anche con livelli di sicurezza differenti (vedremo a breve cosa si intende) e rivolgendosi a diversi gestori.

In ambito business, è possibile disporne per uso professionale. L’unica differenza consiste nel fatto che, oltre ai dati della persona fisica, in questo caso l’utilizzo è in grado di veicolare anche quelli della persona giuridica.

Servizi accessibili con l’identità digitale
L’elenco dei servizi online così accessibili è in continua evoluzione. L’obiettivo dichiarato è quello di arrivare a comprendere tutti quelli offerti dalla PA. Il Decreto Semplificazione del 2020 ha fissato alcune scadenze per l’adozione di SPID (e della Carta d'Identità Elettronica), tra queste l’obbligo per le amministrazioni di completare l’integrazione del Sistema entro e non oltre il 30 settembre 2021, mandando così definitivamente in pensione le vecchie credenziali rilasciate. Anche le realtà private possono fare altrettanto.

Cosa è reso possibile da SPID? Qualche esempio: entrare nel proprio profilo dell’applicazione IO per gestire la partecipazione al Cashback di Stato o richiedere incentivi come il Bonus Vacanze, consultare il proprio Cassetto Digitale, ottenere i contributi previsti per gli insegnanti con la Carta del Docente o per i neomaggiorenni da 18app.

Sul fronte privacy, i dati personali comunicati ai gestori non verranno mai utilizzati con finalità commerciali. Per quanto concerne invece le misure adottate ai fini della protezione, il sistema si basa sul protocollo SAML2 (Security Assertion Markup Language 2.0) ed è possibile ottenere tre diversi livelli di sicurezza: il primo prevede esclusivamente l’uso di nome utente e password, il secondo aggiunge un codice temporaneo (OTP) e il terzo anche un dispositivo fisico come i lettori di smart card.

I numeri della crescita
Il progetto ha mosso i suoi primi passi tra il 2013 e il 2014, con l’avvio dell’iter necessario a definire la procedura di accreditamento dei gestori e le modalità di erogazione delle credenziali. Le prime identità sono state messe a disposizione di cittadini e imprese nel 2016. Da allora la crescita è stata continua e progressiva, arrivando a registrare un’accelerazione importante nel corso dell’ultimo anno, anche in conseguenza alla messa in campo di incentivi al suo utilizzo come l’accesso ai già citati bonus economici.

Oggi, stando ai numeri ufficiali, sono oltre 21 milioni quelle rilasciate; erano meno di 8 milioni nel giugno 2020 e circa 4 milioni un anno prima. Più di 7.600 le pubbliche amministrazioni che hanno già completato il processo di integrazione.

Cristiano Ghidotti