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Glossario: Podcast
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Glossario: Podcast

C’è una tipologia di contenuto multimediale che, più delle altre, sta attirando l’attenzione del grande pubblico e gli investimenti delle piattaforme: è quella relativa ai podcast. I primi a comprendere e intercettare il trend sono stati i giganti dello streaming, talvolta mettendo sotto contratto i nomi più conosciuti e seguiti di questo vivace ambito, così da assicurarsi l’esclusiva per la distribuzione di quanto da loro prodotto. Cos’è esattamente un podcast?

Quasi vent’anni di podcast, dalle origini a oggi
L’origine del termine è piuttosto recente. Il primo utilizzo documentato risale al febbraio 2004, in un articolo comparso sulle pagine del Guardian a firma Ben Hammersley. Analizzando il fenomeno delle radio online, il giornalista ha proposto alcuni neologismi utili a identificarlo, tra questi anche “podcasting”: l’anno successivo è stato eletto Word of the Year dal New Oxford American Dictionary.

Una parola nata dalla fusione tra “iPod” e “broadcast”, con riferimento esplicito al dispositivo che all’epoca dominava in modo incontrastato il mercato dei lettori multimediali. Qualcuno ha suggerito un’interpretazione alternativa, associando le prime tre lettere all’acronimo che per esteso si legge “Portable on demand”, eliminando così ogni cenno a un brand specifico.

Possiamo definire un podcast come una serie di contenuti, prevalentemente solo audio, rilasciati con cadenza regolare o comunque periodica. Nel periodo pionieristico del podcasting (2005-2008) la fruizione avveniva “iscrivendosi” alla serie attraverso degli aggregatori, anche per permettere lo scaricamento automatico dei file audio quando la rete era disponibile, e il successivo ascolto offline. Negli anni successivi, anche per il progressivo miglioramento delle connessioni, non è più stata l’iscrizione a una serie a distinguere il podcasting dalle altre forme di fruizione audio. Di questa tecnologia fanno ormai ampio uso le emittenti radiofoniche, per consentire l’ascolto delle trasmissioni in seguito alla conclusione delle dirette, ma anche le redazioni giornalistiche, per diffondere notizie e approfondimenti in merito a un determinato tema o argomento.

Chi ne fruisce lo fa solitamente attraverso un’applicazione mobile oppure un’interfaccia Web, mediante l’ascolto in streaming o passando dal download delle puntate (o degli episodi), che può ancora avvenire in modo del tutto automatico in seguito all’iscrizione.

I contenuti audio: less is more
La crescita in termini di interesse, numeri e business registrata dai podcast segue la stessa traiettoria che sta spingendo servizi e piattaforme dalla natura prettamente audio. Per quale motivo? Il pubblico apprezza la possibilità di dedicarsi all’ascolto senza l’obbligo di dover porre attenzione alla componente video, requisito fondamentale per chi conduce una vita multitasking anche al di fuori dell’ambito professionale. Questo ne permette la fruizione, per esempio, mentre si è alla guida di un auto, o anche svolgendo attività sportiva, o comunque nei cosiddetti “tempi morti” che non contemplano la visione di uno schermo.

Non a caso alcuni big del mondo online, che già godono di una forte presenza nel territorio dello streaming, si stanno contendendo gli autori più seguiti, talvolta staccando assegni da capogiro. Un esempio su tutti: per lo show The Joe Rogan Experience, Spotify ne ha firmato uno da 100 milioni di dollari. Il ritorno in termini economici può essere garantito dalle sponsorizzazioni o dalla richiesta di sottoscrivere un abbonamento a pagamento per l’accesso ai contenuti.

Cristiano Ghidotti