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Glossario: Digital Divide
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Glossario: Digital Divide

Con Digital Divide si intende il Divario Digitale, ovvero il fenomeno che porta a una netta divisione tra chi ha accesso alle risorse digitali e chi, invece, non ne può godere o lo può fare solo in modo molto limitato. Quindi, di fatto, tra chi può usufruire del web e dei servizi digitali, e chi non può. Semplice nella definizione, il Digital Divide comprende tuttavia tantissime declinazioni, specie quando si va a esaminare le cause che lo scatenano.

Queste, infatti, possono essere di natura geografica, ma anche economica, sociale, razziale e anagrafica. Perché il Digital Divide, da definizione, non mira solo all’accessibilità alle risorse digitali, la possibilità cioè di avere a disposizione una rete Internet performante, ma anche alla capacità di poterla e saperla utilizzare, includendo quindi tematiche quali l’educazione digitale.

Il risvolto sociale, del resto, è parte dell’origine del termine stesso. Digital Divide viene utilizzato per la prima volta negli Stati Uniti, nei primi anni ’90, e riguardava l’utilizzo di computer da parte di alcuni gruppi etnici invece che di altri, con la preoccupazione di andare a creare un’ulteriore frattura sociale. Tanto che lo sdoganamento definitivo dell’espressione arriva addirittura per voce dell’allora Vice Presidente degli Stati Uniti. Il 10 ottobre del 1996, infatti, Al Gore, alla presenza del Presidente Bill Clinton, disse: “[…] che i nostri figli non siano mai separati da un divario digitale”.

Benché possa apparire come un problema lontano, anche l’Italia lo patisce, sebbene da qualche anno si stia lavorando per ridurlo sempre più. Solo dieci anni fa, gli utenti italiani che avevano accesso regolare al mondo digitale erano il 43,9%, mentre nel 2021 si è toccato quota 69,2%.

Del resto, nel medesimo periodo, è aumentata la spaccatura tra Nord e Sud: il gap verso gli strumenti digitali è del 10%, contro il 3% del 2010. Il lavoro da fare è ancora molto, ma la strada è quella giusta.

Riccardo Meggiato