fbpx Le macchine Volanti! | Gli orti urbani rinascono con il CRISPR
Gli orti urbani rinascono con il CRISPR

Gli orti urbani rinascono con il CRISPR

Filiera corta e coltivazione in spazi ridotti, ma anche eliminazione dei pesticidi e grande risparmio d’acqua. Sono queste le promesse degli orti verticali impiegati nell’urban farming, la pratica di orticoltura hobbistica che in anni recenti è diventata una vera e propria tendenza in molte città. Presto, un ulteriore spinta alla diffusione degli orti verticali nei contesti urbani potrebbe arrivare dal CRISPR, il sistema di editing genetico le cui applicazioni sono l’ultima frontiera della ricerca scientifica. 

Gli scienziati del Cold Spring Harbor Laboratory di New York hanno infatti utilizzato l’editing genetico per “potenziare” delle piante di pomodoro a grappolo: a giudicare dai risultati del loro studio, recentemente pubblicati su Nature Biotechnology, le piante geneticamente “editate” sarebbero molto più compatte e avrebbero un ciclo vitale decisamente più breve rispetto alle piante tradizionali. Secondo i ricercatori, questo tipo di coltivazione sarebbe ideale per gli orti verticali in città, dal momento che occupa minore spazio a parità di resa. Facile quindi immaginarne l’entrata in produzione, ma anche l’estensione dell’editing genetico ad altre varietà vegetali, per renderle compatibili con la coltivazione in orti verticali.

Come scritto su Le Scienze in un articolo di commento allo studio del Cold Spring Harbor Laboratory, “le piante rampicanti, cespugliose o arbustive, come fragole e lamponi, zucchine e peperoni, uva e kiwi, potrebbero essere adattate per prime” alla coltivazione parietale. In tempi di forte ripensamento dell’industria agroalimentare e delle tecniche di coltivazione estensiva, l’abbinamento di piante geneticamente editate e orti verticali presenta il vantaggio tutt’altro che trascurabile di ridurre significativamente il consumo di suolo e l’impatto ambientale dei nostri consumi alimentari.