fbpx Le macchine Volanti! | Gli auricolari stanno trasformando la musica
Gli auricolari stanno trasformando la musica

Gli auricolari stanno trasformando la musica

Da sempre la produzione della musica dipende dal contesto tecnologico di riferimento, ma anche dalle modalità e dai contesti di utilizzo. Nell’Europa medievale, per esempio, le melodie più diffuse erano armonicamente elementari, perché suonare diverse note in un stesso istante avrebbe prodotto un risultato poco piacevole all’interno delle cattedrali (che hanno un’acustica molto particolare). Allo stesso modo, le trombe presero piede agli esordi del jazz perché le loro alte frequenze si sarebbero potute sentire nonostante il chiasso del pubblico.

Oggi sono invece gli smartphone e i computer portatili i due principali device per l’ascolto della musica, che è sempre più spesso un’esperienza solitaria, via auricolari, cuffie o airpod. A certificarlo è l’agenzia Nielsen, che nota come l’ascesa dell’ascolto “privato” stia a sua volta modificando la musica stessa, tanto nella struttura melodica quanto in quella testuale. Il trend in corso è infatti quello di una maggiore intimità dei suoni e delle parole dei brani che, cantati direttamente alle orecchie degli ascoltatori, non possono essere “urlati” ma piuttosto “bisbigliati”, con abbondante ricorso all’uso di vocali. 

Al tempo stesso gli ascoltatori hanno cominciato a preferire brani più personali e generi più intimistici, e questo ha indubbiamente influito sull’industria della produzione musicale. Parallelamente, l’ascolto della musica via auricolare sta spingendo i produttori a limitare il ricorso a basse frequenze, più piacevoli all’udito in ambienti come un concerto o la discoteca. Ma i produttori stanno anche orientandosi verso melodie più adatte agli altoparlanti di piccole dimensioni degli smartphone e alla qualità del suono relativamente bassa della musica in streaming.