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È possibile prevedere un’epidemia di ebola?

È possibile prevedere un’epidemia di ebola?

Il miglior modo per prepararsi a un’epidemia è prevedere dove questa possa scoppiare. È quello che stanno facendo alcuni ricercatori dell’Università di Washington, concentrando i loro sforzi sul virus Ebola. L’obiettivo è realizzare un modello matematico che calcoli dove la malattia possa nuovamente diffondersi da qui al 2070, visto che le probabilità che questo accada sono in crescita a causa di fattori come l’aumento delle temperature e un’economia sempre più in difficoltà.

Il modello in questione prende in considerazione diversi fattori – come il cambiamento climatico, lo sfruttamente del terreno, il tasso di crescita della popolazione e l’indice di povertà – per provare a identificare le zone a rischio di un’eventuale epidemia di ebola. Analizzando i dati si è notato che paesi come il Congo e il Gabon, dove la malattia si è effettivamente diffusa, avessero allora tutte le caratteristiche affinché ciò accadesse.

Il modello in sé non è in grado di salvare vite umane, ma può rappresentare un ottimo strumento nelle mani di chi si occupa della salute di intere popolazioni, soprattutto nei confronti di una malattia che ha un’elevata percentuale di morti rispetto al numero totale di persone infettate. Se il modello matematico sarà validato è possibile che in futuro venga utilizzato anche per predire anche la diffusione di altre malattie.

L’epidemia africana del 2014 aveva provocato più di 11mila vittime. Per evitare una situazione analoga si possono prendere misure preventive in quei luoghi dove è più probabile che la malattia si manifesti. Per esempio si può dare vita a campagne di vaccinazione o restringere la possibilità di ingresso e uscita dal paese, per rendere meno semplice la diffusione, o ancora far adottare alla popolazione delle pratiche che ne limitino i rischi.