fbpx Le macchine Volanti! | È possibile prevedere il futuro?
È possibile prevedere il futuro?

È possibile prevedere il futuro?

Siamo sempre stati ossessionati dall’idea di riuscire a prevedere il futuro. Da tempo immemore cerchiamo di anticipare il corso degli eventi per pianificare le nostre attività, siano esse seminare un campo di grano o investire in una certa società quotata in borsa. L’accuratezza di una previsione può determinare il successo o il fallimento di una decisione o di un’intera strategia. C’è però un solo, grandissimo problema: in passato come nel presente, non siamo poi così bravi a prevedere il futuro. 

Il tema è analizzato in un lungo saggio pubblicato su Quartz, secondo il quale le cause della nostra incapacità di prevedere il futuro vanno ricercate un po’ nella nostra psicologia, un po’ nei dati incerti su cui basiamo le nostre decisioni. Non solo: il problema delle previsioni sbagliate diventa sempre più rilevante man mano che le società si fanno più complesse. La principale ragione per cui non riusciamo ad anticipare il futuro nel medio e lungo termine è che i nostri cervelli si sono evoluti per contemplare soltanto il futuro più prossimo. 

Secondo la scienziata comportamentale Susan Weinschenk, i bias della nostra psiche lavorano affinché venga percepito come prioritario solo ciò che aumenta il piacere o riduce il dolore nell’immediato. Siamo inoltre eccessivamente ottimisti che in futuro possa accadere ciò che effettivamente vorremmo accadesse, ci basiamo erroneamente sulle esperienze pregresse, ricerchiamo di più le informazioni che confermano le nostre credenze e tendiamo a evitare quelle che le negano. Fatichiamo, inoltre, a percepire ciò che accade gradualmente e pensiamo che le cose spiacevoli possano realizzarsi, ma non per noi. C’è poi il problema di dover analizzare correttamente tutti i dati a nostra disposizione. Se pensiamo anche alle più semplici previsioni metereologiche, le variabili da tenere in considerazione sono moltissime: dalla temperatura del suolo e dell’atmosfera, ai movimenti di alta o bassa pressione, peraltro in continuo mutamento. Ecco che, a dieci giorni da oggi, solo il 50% delle previsioni meteo si rivela corretto. In questo campo, però, le tecnologie stanno progredendo rapidamente, senza considerare i miglioramenti resi possibile dall’intelligenza artificiale.