fbpx Le macchine Volanti! | È la fine del lavoro d’ufficio?
È la fine del lavoro d’ufficio?

È la fine del lavoro d’ufficio?

Più di ogni riforma del mercato del lavoro, la pandemia da Coronavirus ha accelerato incredibilmente l’introduzione dello smart working per le occupazioni d’ufficio. In tutto il mondo, nel settore privato come in quello pubblico. Quando l’emergenza sanitaria sarà rientrata, in molti continueranno probabilmente a lavorare da casa, ma c’è anche chi dovrà (o vorrà) tornare nel proprio luogo di lavoro. Facile prevedere che l’organizzazione degli spazi e delle distanze tra i lavoratori dovrà essere radicalmente rivista, tanto che alcuni osservatori si sono già spinti ad annunciare la fine del lavoro d’ufficio per come lo conosciamo.

In una recente analisi pubblicata su Recode, alcuni architetti, interior designer e agenti immobiliari hanno immaginato quali cambiamenti potrebbero essere apportati all’ufficio per lavorare in sicurezza nei mesi a venire e convivere con il virus finché non sarà pronto un vaccino. Porte automatiche, ascensori a comando vocale, postazioni singole o separate da barriere trasparenti, ma anche contingentamento degli ingressi nelle aree comuni sono solo alcune delle proposte formulate dagli esperti. Altre, meno visibili e più curiose, prevedono l’introduzione di sistemi di ventilazione per il ricambio dell’aria e addirittura di luci “sterilizzanti” agli ultravioletti per la costante disinfezione delle superfici.

A cambiare non sarà soltanto l’ambiente di lavoro: anche le normali pratiche e abitudini d’ufficio saranno significativamente diverse e, facile immaginarlo, molto più digitalizzate. Con tutta probabilità crescerà la quota di lavoro svolto a distanza in modalità condivisa e secondo obiettivi, con evidenti adeguamenti anche nei tradizionali modelli di valutazione e controllo delle prestazioni lavorative. Cambierà anche il rapporto con colleghi, clienti e fornitori. Ma per prevedere tutto questo è ancora davvero troppo presto.