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Diritti legali per la natura

Diritti legali per la natura

Tra le iniziative proposte negli ultimi tempi per far fronte alla crisi climatica, spicca l’ipotesi di attribuire dei veri e propri diritti legali alla natura. Molti gruppi di pressione ambientalisti in giro per il mondo stanno infatti chiedendo ai governi di riconoscere una personalità giuridica a laghi, fiumi, boschi e singole specie animali o vegetali. Con alcuni successi: il parlamento neozelandese, per esempio, ha recentemente conferito diritti legali al fiume Whanganui, la Colombia ha riconosciuto quale “soggetto di diritto” la regione del Páramo de Pisba, minacciata per anni dall’industria estrattiva, mentre lo Stato dell’Ohio ha ammesso la tutela legale del lago di Erie tramite l’approvazione del Lake Erie Bill of Rights.

Ma cosa significa attribuire una personalità giuridica agli enti di natura? Si tratta in realtà di un’idea semplice: affinché venga avviato un procedimento legale a tutti gli effetti, è sufficiente che un cittadino, un’organizzazione o un’associazione qualsiasi intenti una causa per conto e in difesa di un fiume, un albero o una specie animale. Come ha fatto notare Clive Thompson in un suo articolo apparso su Wired, ipotesi di questo tipo sono in circolazione dagli anni ’70, mentre l’idea che gli enti di natura abbiano una propria “personalità” è ancora più antica. Non è un caso se – come nel caso del fiume Whanganui in Nuova Zelanda – sono le associazioni di nativi e le comunità tradizionali a sostenere la causa del riconoscimento dei diritti legali alle entità naturali.

Misure di questo tipo hanno attirato numerose critiche soprattutto da parte dei negazionisti climatici, ma potrebbero giocare un ruolo chiave nella risoluzione della crisi ambientale. Per far fronte comune contro il riscaldamento globale avremo certamente bisogno della diplomazia climatica e di innovazione tecnologiche, ma anche di leggi che regolino in senso ecologico i nostri comportamenti. La sfida lanciata dai movimenti per i diritti della natura, prima e più che giuridica, è culturale.