fbpx Le macchine Volanti! | Digital pathology: come cambia la lotta al cancro con le tecnologie 4.0
Digital pathology: come cambia la lotta al cancro con le tecnologie 4.0
--

Digital pathology: come cambia la lotta al cancro con le tecnologie 4.0

Poter eseguire o ottenere analisi complesse, anche a distanza, senza bisogno di dover percorrere centinaia di chilometri. Questa è la prossima rivoluzione della lotta al cancro e dell’anatomia patologica, che si apprestano a vivere una nuova transizione digitale.

Quello che fino ad oggi veniva denominato “vetrino”, ovvero il tessuto analizzato al microscopio, diventerà un file virtuale analizzabile su una piattaforma che collega tutti i laboratori nazionali, in tempo reale.

Si tratta di un importante passo avanti per quanto riguarda le modalità dell’approccio ai tumori: i pazienti vengono liberati dalla necessità di portare il loro vetrino in giro per l’Italia per avere diverse analisi e opinioni mediche. Ma non solo, la “digital pathology” può garantire, se necessario, che sia accessibile in ogni parte del mondo.

L’utilizzo delle nuove tecnologie è fondamentale per limitare al massimo quello che viene definito “dubbio diagnostico”: gli schermi ad alta risoluzione sostituiscono i microscopi e permettono, tramite una copia digitale fedele dei materiali da analizzare, vantaggi per scienziati e cittadini.

La digital pathology può spaziare dalla telepatologia, che prevede la  trasmissione delle immagini a distanza, al miglioramento dei sistemi di gestione e archiviazione del materiale diagnostico nei laboratori. Ma l’aspetto sicuramente più innovativo è la cosiddetta “patomica”, l’analisi informatica che permette l’accesso a un numero di dati potenzialmente superiore al normale, includendo anche quelli non visibili dall’occhio umano, attraverso l’utilizzo dell’intelligenza artificiale.

Grazie a scanner che trasformano il vetrino fisico in informazioni digitali consultabili da qualsiasi computer, sarà una vera e propria rivoluzione  per pratiche  sanitarie che richiedono particolare precisione e delicatezza. Al momento in Italia, in particolare in Piemonte e in Sicilia, esistono già alcuni laboratori attrezzati per il percorso che va dalla ricezione del campione di tessuto alla diagnosi finale.

Negli ultimi due anni, anche per le esigenze imposte dalla pandemia, l’implementazione di questi strumenti ha fatto un salto in avanti nel nostro Paese, sulla scia di esperienze internazionali come quella della FDA americana, impegnata nella sperimentazione e la promozione della digital pathology.

Oltre a rappresentare potenziali risparmi di milioni di euro per le strutture sanitarie, questa innovazione offre quindi anche vantaggi sensibili per i pazienti, dall’accessibilità alle consulenze senza spostamenti fisici ai tempi più brevi per ottenere i risultati delle analisi.

Giacomo Lucarini