fbpx Le macchine Volanti! | Deepfake, ma a fin di bene
Deepfake, ma a fin di bene

Deepfake, ma a fin di bene

I deepfake a livello politico non sono utilizzati soltanto per gettare discredito sugli avversari, ma possono diventare anche delle interessanti armi a livello elettorale. Lo ha capito prima di tutti il politico indiano Manoj Tiwari, che in vista delle elezioni per l’assemblea legislativa di Delhi ha fatto circolare diversi video su WhatsApp in lingua inglese e in un dialetto locale.

Sembrerebbe una strategia da normale campagna elettorale, se non fosse che i due video in realtà non sono reali, ma frutto dell’intelligenza artificiale. Si tratta a tutti gli effetti di deepfake realizzati sulla base di un video-messaggio del politico nella sua lingua originaria. Il resto è un lavoro che nasce dalla collaborazione con una società di comunicazione politica.

Molti deepfake appartengono alla categoria dei cosiddetti faceswapping, che prevedono la sostituzione più o meno riuscita di volti. In questa occasione, l’operazione è stata più sottile e mirata, perché è stata fatta attraverso un algoritmo in grado di sincronizzare i movimenti delle labbra (e riprodurre il timbro della voce) per far sì che sembri che sia il politico a leggere i discorsi in una lingua a lui ignota, che erano invece letti da una terza persona.

Di particolare utilità è stato soprattutto il video in dialetto. Manoj Tiwari non è infatti in grado di parlarlo, ma grazie a questa trovata ingegnosa è riuscito a far arrivare il suo messaggio anche a una fascia di elettori che ha in questo dialetto la sua unica lingua. Da qui è nato lo spunto per ripetere la stessa operazione anche in inglese, puntando su una porzione di elettori ben differente.

L’idea originale rappresenta un primo esperimento in India, ma possiede anche dei lati potenzialmente rischiosi. Come si sa, la tecnologia può essere utilizzata come potente mezzo di disinformazione per veicolare messaggi che le persone non hanno in realtà mai pronunciato. E l’India già in passato è stata teatro di fake news che sono circolate su WhatsApp provocando non pochi problemi.