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Comunicare con il cervello

Comunicare con il cervello

Uno dei drammi che affligge le famiglie di pazienti che hanno subìto pesanti danni cerebrali sta nell’impossibilità di comunicare in alcun modo con i propri cari. Ma ora alcuni ricercatori stanno studiando una soluzione per permettere loro di dare almeno una risposta affermativa o negativa. A questo scopo si sta utilizzando la spettroscopia funzionale nel vicino infrarosso (fNIRS), una tecnologia di neuroimaging non invasiva che determina l’attivazione o meno di particolari aree cerebrali in base ai flussi sanguigni.

Per testare il funzionamento è stato chiesto ai volontari di pensare di star giocando a tennis quando volevano rispondere “sì” a una certa domanda. Un tale compito cognitivo, che implica una complessa pianificazione delle attività motorie, porta all’attivazione di una regione cerebrale molto specifica, chiamata area supplementare motoria, che viene identificata dal macchinario.

Questo sistema potrebbe essere sfruttato anche nel caso di pazienti con danni cerebrali, ma che possiedono ancora uno stato minimo di coscienza, per consultarli almeno sulla prosecuzione dei trattamenti che stanno ricevendo. Il tutto con una tecnologia che a differenza della risonanza magnetica funzionale (fMRI), può essere utilizzata direttamente dal letto della persona.

Prima di poterla realmente applicare bisogna capire la sua precisione. Il test effettuato su pazienti sani ha portato alla corretta identificazione di risposte affermative nel 79% dei casi e di risposte negative nel 71%. Per sfruttare davvero questo sistema è indispensabile avere un margine di errore molto più basso.