fbpx Le macchine Volanti! | Come scegliamo gli animali a rischio da salvare?
Come scegliamo gli animali a rischio da salvare?

Come scegliamo gli animali a rischio da salvare?

Il rinoceronte bianco o la salamandra gigante, la tigre del bengala o l’ornitorinco, il panda o la testuggine: come scegliamo quali di questi animali a rischio salvare? Ad alcuni la domanda potrà suonare curiosa, ma Sarah Papworth, biologa conservazionista al Royal Halloway dell’Università di Londra, ha voluto vederci chiaro con uno studio molto innovativo, volto a capire quali fattori influenzano le donazioni in favore della tutela di certi animali piuttosto che di altri. Con l’aiuto dell’artista Rory McCann, la ricercatrice ha realizzato stampe di creature immaginarie e le ha sottoposte a potenziali donatori per stabilire quali caratteristiche degli animali erano in grado di attrarre le donazioni e quali no. L’attività di conservazione di molti zoo e organizzazioni no-profit si basa infatti sulle donazioni da parte dei privati, che giocano dunque un ruolo chiave nei programmi di conservazione.

Come riportato da Science, la scelta di Papworth di ricorrere a creature immaginarie è stata dettata dalla volontà di concentrarsi esclusivamente sul loro aspetto estetico, eludendo così le conoscenze e i pregiudizi che i donatori avrebbero potuto avere nei riguardi di animali reali. Risultato? Le creature di maggiori dimensioni, più colorate o con morbide pellicce sono state quelle in grado di catalizzare la maggiore propensione alla donazione. Secondo Papworth, questi fattori potrebbero spiegare perché, nella realtà, la salvaguardia di animali come tigri ed elefanti attiri molte più donazioni rispetto a quella di squali e pipistrelli, tanto per fare un esempio.

Per quanto innovativo, lo studio di Papworth ha ricevuto alcune critiche per il suo focus esclusivo sui fattori estetici degli animali. Altre ricerche hanno infatti dimostrato l’influenza che la cultura popolare esercita sulle preferenze verso certi animali, e quindi sulla disponibilità a mobilitarsi in loro difesa. Uno studio recente condotto in Polonia, per esempio, ha rilevato un incremento delle donazioni in favore della scimmia nasica – generalmente considerata brutta e bizzarra – dopo che ha cominciato ad apparire in alcuni meme diventati virali sui social network.