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Come ripulire il sito nucleare più inquinato degli USA

Come ripulire il sito nucleare più inquinato degli USA

È stato definito il luogo più inquinato degli Stati Uniti, ma è anche dove si sta realizzando uno dei più ambizioni progetti ingegneristici di messa in sicurezza di rifiuti speciali. Hanford Site, nello stato di Washington, ospita ben 177 cisterne giganti piene fino all’orlo di materiale radioattivo accumulato nell’ultimo mezzo secolo. È qui che è stato isolato il plutonio per produrre oltre 60mila ordigni nucleari, inclusa la bomba atomica che rase al suolo Nagasaki nell’agosto del 1945. Oggi la produzione è fortunatamente interrotta, ma rimangono 212 milioni di litri di rifiuti tossici che il governo degli Stati Uniti sta cercando di smaltire in via definitiva sigillandoli in un guscio di vetro. Ci vorranno però altri 60 anni per ripulire il sito, con un costo finale stimato in 550 miliardi di dollari.

A ricostruire la complessa vicenda di Hanford Site è la rivista IEEE Spectrum, che riporta come nei 1500 chilometri quadrati del sito si rilevino quasi 1800 agenti contaminanti, già irreparabilmente infiltrati nel terreno e nelle falde acquifere dell’area. E pensare che quello di Hanford è l’impianto di produzione che per primo mise a punto il sistema PUREX di estrazione del plutonio e dell’uranio, divenuto poi lo standard internazionale per il recupero dei due elementi dal combustibile nucleare. Il Dipartimento di Energia statunitense cerca da decenni di smaltire i rifiuti attraverso un processo di vetrificazione, ma il mastodontico progetto ingegneristico di messa in sicurezza del sito si sta rivelando molto più difficile del previsto e in netto ritardo sul cronoprogramma. 

Anche se il processo di vetrificazione dovesse finalmente avviarsi con successo, spiega IEEE Spectrum, le scorie nucleari sigillate in una scocca di vetro rimarranno comunque radioattive, per cui sarà necessario depositarle in siti di stoccaggio per rifiuti tossici quali cave o miniere non più in uso. Come i disastri di Černobyl' e Fukushima, anche Hanford Site può essere considerato una triste eredità dell’era nucleare e al tempo stesso un monito inequivocabile per tutti coloro che sognano un futuro alimentato ad energia nucleare.