fbpx Le macchine Volanti! | Come ridurre l'impatto ambientale degli allevamenti di salmone grazie a luce e ozono
Come ridurre l'impatto ambientale degli allevamenti di salmone grazie a luce e ozono
--

Come ridurre l'impatto ambientale degli allevamenti di salmone grazie a luce e ozono

A dispetto della sua provenienza nordica, il salmone, nelle sue varie tipologie e nei diversi modi di conservazione, è ormai divenuto un cibo familiare sulle tavole degli italiani e non solo. Del resto questo pesce ha una storia antica poiché, secondo alcuni studiosi, il salmone atlantico viene consumato da oltre 2000 anni.

La richiesta sempre maggiore di questo prodotto ha comportato, negli anni, una esponenziale crescita degli allevamenti il cui impatto ambientale è spesso notevole. Oggi si studia come poterlo ridurre grazie a una tecnologia che sfrutta luce e ozono.

Perché gli allevamenti di salmoni possono essere inquinanti
In Islanda, Norvegia, Scozia e Irlanda, i salmoni vengono allevati in gabbie a rete aperta che lasciano l'acqua libera di fluire trasportando virus, pidocchi di mare, batteri, metalli pesanti, spazzatura, disinfettanti e pesticidi. In tali condizioni molte altre specie di pesci che vivono nelle zone del mare attigue agli allevamenti vengono inquinate dai virus, dai batteri e dagli altri elementi provenienti da tali impianti. Di pari passo ai problemi ambientali, gli allevamenti di questi pesci evidenziano anche svantaggi di natura economica: i salmoni, stipati nelle vasche, si ammalano facilmente anche a causa del proliferare di parassiti e le spese da sostenere per sfamarli sono esose.

Purificare l’acqua in modo sostenibile
Ragioni economiche e le pressioni dei consumatori, sempre più attenti alla salubrità e alla sostenibilità dei prodotti acquistati, stanno spingendo gli addetti a cercare soluzioni ecosostenibili.

Due ricercatori provenienti dall'Università di Trento, in collaborazione con Hub Innovazione Trentino, hanno realizzato il progetto “EIT Food Sustainable Aquaculture” che consiste in una tecnica sostenibile per la purificazione dell’acqua che, grazie alla forza combinata di luce e ozono (ozonizzazione fotocatalitica), distrugge le sostanze inquinanti che si vengono a creare nell’acqua di allevamento.

Questa tecnologia non si limita a ridurre l'inquinamento a un costo e un impatto ambientale assai ridotto, ma assicura anche un maggiore benessere ai salmoni. I ricercatori, attraverso l'applicazione di sensori rapidi, hanno verificato che la fotocatalisi ha ricadute positive sulla qualità nutrizionale e organolettica del prodotto, divenendo un ottimo strumento per realizzare sistemi di acquacoltura sostenibili.

Dato l’elevato consumo di risorse ittiche nel mondo e specificamente in Europa, si pone come fondamentale la realizzazione di sistemi di acquacoltura ecosostenibili che a loro volta non minaccino gli ecosistemi idrici fluviali e marini ove vengono sversate le acque degli impianti.

Letizia Palmisano