fbpx Le macchine Volanti! | Come l'auto elettrica si ricarica in movimento
Come l'auto elettrica si ricarica in movimento
--

Come l'auto elettrica si ricarica in movimento

Le modalità di ricarica delle auto elettriche costituiscono ancora oggi uno dei principali ostacoli alla loro diffusione su larga scala: è necessario disporre di impianti dedicati, distribuiti capillarmente sul territorio, con l’operazione che in ogni caso richiede parecchio tempo, molto più rispetto a un “pieno” tradizionale, anche con l’impiego delle tecnologie di ultima generazione. E se fosse possibile convogliare l’energia alle batterie senza fermarsi e senza cavi? È l’idea al vaglio di una collaborazione transoceanica, che lega Stati Uniti ed Europa, con il Dipartimento dei Trasporti dell’Indiana al lavoro al fianco della startup tedesca Magment (da “magnetic” e “cement”), quest’ultima fondata nel 2015 con un’ambizione non da poco e con sede nella cittadina tedesca di Oberhaching, da poco più di 12.000 anime, vicina a Monaco di Baviera. Il risultato della lunga fase di sviluppo è un sistema battezzato Dynamic Wireless Charging, potenzialmente innovativo.

Il cemento magnetico per ricaricare l’auto senza fermarsi
Funziona installando a livello della pavimentazione stradale, sotto l’asfalto, una serie di moduli chiamati MagPad, simili a lastre di cemento contenenti bobine in grado di generare un campo magnetico opportunamente direzionato quando attraversate da corrente elettrica. Dall’altro lato si trova un apparecchio agganciato alla parte inferiore della vettura in movimento, all’interno del quale una seconda bobina viene sollecitata dal campo citato poc’anzi, producendo a sua volta energia che può infine essere immagazzinata nelle celle. Ricorda qualcosa? Il principio sfruttato per la ricarica wireless dei nostri smartphone non è poi così diverso, sebbene il trasferimento avvenga in quest’ultimo caso in modo statico. L’efficienza è molto elevata, intorno al 95%, equiparabile a quella dei più diffusi metodi plug-in dei veicoli a batteria già sul mercato.

Tra i punti di forza, un costo di realizzazione competitivo e una grande resistenza a pressione e usura, che porta a stimare la durata del ciclo vitale in almeno 25 anni. Come sottolineato dai suoi stessi responsabili, il progetto trae ispirazione da un concept già sperimentato alla fine degli anni ‘90, poi ripreso in più occasioni e ora migliorato grazie all’utilizzo di nuovi materiali.

Ci vorrà del tempo per vedere una soluzione come quella proposta da Magment sulle nostre strade; con tutta probabilità, i primi impieghi saranno limitati al contesto industriale, per ricaricare le batterie di mezzi come i carrelli elevatori. La startup tedesca afferma che la tecnologia è però tanto scalabile e versatile da potersi adattare alle stazioni per il bike sharing e per la condivisione di scooter o monopattini elettrici, proiettandosi così con decisione verso l’era della nuova mobilità.

Nel frattempo, la collaborazione citata in apertura con il Dipartimento dei Trasporti dell’Indiana, consentirà di valutarne pregi e difetti in uno scenario reale, mettendo nel mirino anche l’ambito automotive, facendo leva sui fondi stanziati dalla National Science Foundation per l’iniziativa ASPIRE (Advancing Sustainability through Power Infrastructure for Road Electrification). Se un giorno non dovremo più preoccuparci di fare il pieno, né di fermarci alla colonnina, sarà forse grazie alla visionaria idea di una startup tedesca.

Cristiano Ghidotti