fbpx Le macchine Volanti! | Come i batteri a Firenze hanno salvato i capolavori di Michelangelo dal deterioramento
Come i batteri a Firenze hanno salvato i capolavori di Michelangelo dal deterioramento
--

Come i batteri a Firenze hanno salvato i capolavori di Michelangelo dal deterioramento

Le Cappelle Medicee di Firenze - facenti parte dei Musei del Bargello - rappresentano uno dei capolavori di Michelangelo il quale, al loro interno nel 1530 circa, realizzò “il Giorno e la Notte” nonché “il Crepuscolo e l’Aurora” che, nella loro magnificenza, si trovano adagiate sui sarcofagi che contengono le spoglie alcuni membri della famiglia Medici.

Nell’autunno 2020 il sito, sottoposto a lavori di restauro, è divenuto luogo di sperimentazione di nuove tecniche di pulitura messe a punto da restauratori e scienziati. La particolarità dell’intervento è l’aver utilizzato dei batteri per combattere, anzi letteralmente mangiare, le macchie più ostinate restituendo il loro originale colore bianco ai marmi, tornati a splendere grazie a un intervento efficace, biologico e per nulla aggressivo celebrato, in anteprima, dal New York Times.

La progettazione del rivoluzionario restauro è partita nel 2013 ed è stata possibile grazie al supporto di ricercatori dell’ENEA e del CNR di Firenze. Dopo uno studio su 1500 microorganismi - costituiti da batteri, funghi, alghe e virus conservati nei laboratori del noto ente di ricerca - quelli selezionati e usati per i capolavori michelangioleschi sono stati tre. Per poter essere applicati sul marmo, i ceppi batterici sono stati prima “immobilizzati” attraverso un gel in grado di conferire la consistenza necessaria e la giusta umidità. Il risultato è ora sotto gli occhi di tutti: il loro impiego è riuscito a riportare al meritato splendore i monumenti funebri di Lorenzo de’ Medici, duca d’Urbino, e di Giuliano de’ Medici, duca di Nemours.

L’intervento sulle cappelle Medicee verrà ricordato per essere stato innovativo e sostenibile grazie all’unione di arte, scienza e tecniche di restauro all’avanguardia e probabilmente aprirà una nuova strada negli interventi di pulizia delle opere d’arte marmoree.

Letizia Palmisano