fbpx Le macchine Volanti! | Come difendersi dal sovraccarico informativo
Come difendersi dal sovraccarico informativo

Come difendersi dal sovraccarico informativo

Viviamo nell’era dell’iperconnessione, sommersi e distratti ormai costantemente dal sovraccarico informativo. È ancora possibile disconnettersi? E come si vive senza schermi per settimane o addirittura mesi? Per avere un’idea di quel che succederebbe può essere utile chiedere a Sam Winston, artista londinese che un anno fa ha deciso di fare un esperimento davvero sui generis: si è chiuso per quattro settimane nel suo studio, senza dispositivi elettronici, con porte e finestre sigillate per eludere ogni possibile stimolo proveniente dall’esterno, così da misurare gli effetti del drastico isolamento sulla sua personalità e sul suo lavoro creativo.

A raccontarne la storia è il The Economist, che spiega come l’esperimento di disconnessione di Winston gli abbia permesso di migliorare notevolmente la sua capacità di concentrazione, permettendogli di lavorare senza interruzione e con rinnovata creatività sui suoi progetti artistici. L’esperienza di Winston non è certo un unicum nella storia: esperimenti sugli effetti psicologici della cosiddetta “deprivazione sensoriale” sono stati condotti sin dagli anni ’50. La novità dell’esperimento di Winston è che l’information overload è oggi diventato una realtà inaggirabile in un contesto di vita normale, enormemente più difficile da a sfuggire rispetto a quando Bertan Gross coniò il fortunato termine negli anni ’60.

Uno studio del 2011 ha dimostrato che un americano medio era allora esposto a una quantità di informazioni cinque volte superiore a 25 anni prima. Una ricerca del 2019 condotta in Germania, Irlanda e Danimarca ha invece rilevato come la capacità di attenzione umana si stia costantemente riducendo, probabilmente per via dell’intrusione digitale (anche se l’abbassamento della soglia di attenzione si manifesta sia online che offline). L’esperienza eremitica di Winston mostra tuttavia come questi cambiamenti psicologici non siano irreversibili e come la capacità di concentrazione torni in seguito a un periodo di isolamento. Esistono sistemi più semplici per sfuggire all’information overload e recuperare l’attenzione?