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Come cambierà la demografia entro il 2100

Come cambierà la demografia entro il 2100

Le stime demografiche oggi prese per buone sono da rivedere al ribasso: parola di un gruppo di ricercatori dell’Università di Washington secondo cui il progressivo abbassamento del numero medio di figli per donna potrebbe portare la popolazione mondiale a contrarsi entro la fine del secolo. Nel loro studio pubblicato di recente sulla prestigiosa rivista Lancet, gli scienziati in questione stimano che il tasso di fertilità mondiale scenderà ben prima del 2100 a 2.1, un limite detto ”soglia di sostituzione” al di sotto del quale la popolazione mondiale comincerà a diminuire. Come conseguenza, ci si aspetta che il numero di umani sulla Terra raggiungerà il picco nel 2064 con 9.7 miliardi di individui, scesi poi a 8.8 alla fine del secolo. Gli scenari precedentemente immaginati con 10-11 miliardi di persone in giro per il pianeta sarebbero dunque da scartare, e questa è una notizia positiva.

Il declino del tasso di fertilità non avrebbe a che fare con la presunta riduzione di fecondità degli individui maschi, ma piuttosto con il fatto che le società del mondo stanno muovendo rapidamente verso modelli familiari più contenuti, con anche un maggiore accesso alla contraccezione. In particolare, pare che il fattore trainante sia l’aumento medio della scolarità femminile e quindi della partecipazione al mercato del lavoro da parte delle donne, che possono oggi decidere di avere meno figli. Certo, alcuni paesi andranno incontro a grosse difficoltà: 23 nazioni tra i quali Italia, Giappone e Spagna vedranno la propria popolazione autoctona dimezzarsi da qui al 2100, così come anche il gigante demografico cinese, ma i flussi migratori pareggeranno il deficit demografico facendo arrivare persone dagli Stati più popolosi, come la Nigeria.

Un’altra sfida è rappresentata dall’invecchiamento demografico. Il numero di bambini con meno di 5 anni passerà dai 681 milioni del 2017 ai 401 milioni del 2100, mentre quello degli anziani over-80 salirà da 141 a 866 milioni. Saremo pronti a una tale inversione della piramide demografica? Secondo i ricercatori dell’Università di Washington si renderanno necessari enormi cambiamenti sociali. Alcuni paesi stanno correndo ai ripari rafforzando le politiche interne di sostegno alla genitorialità oppure allentando le restrizioni all’ingresso dai paesi esteri, ma non è escluso che in futuro possa innescarsi una vera e propria competizione tra i paesi più ricchi per attrarre giovani migranti dai paesi in surplus di popolazione.