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C’è vita su Marte?

C’è vita su Marte?

L’approdo dell’uomo su Marte non è ancora all’ordine del giorno: in attesa di quel momento storico saranno dei robot a solcare il suolo del Pianeta Rosso. La sonda Perseverance è partita a fine luglio, e, una volta arrivata, si occuperà di recuperare campioni; un ulteriore rover li riporterà poi sulla Terra per compiere tutte le analisi. La speranza per coloro che lavorano da tempo al progetto è che si possa rilevare anche una minima traccia di vita su Marte.

La maggior parte degli studiosi concorda sul fatto che i canali sul pianeta un tempo ospitassero dell’acqua. Se all’acqua si aggiungono uno spesso strato di atmosfera e un campo magnetico, ecco che gli ingredienti per ipotizzare la presenza di una forma di vita nel passato sono tutti presenti. Ma non bisogna farsi illusioni: Perseverance non si imbatterà in fossili o reperti di una civiltà intelligente. Sarebbe già un risultato oltre le aspettative trovare tracce di colonie batteriche.

La ricerca della sonda si concentrerà proprio su elementi come gli stromatoliti, ossia rocce su cui è individuabile un sottile strato di materia organica lasciata proprio da alghe o batteri. Ma la Perseverance andrà anche a caccia di componenti che normalmente sono associati alla presenza di vita come il fosforo e l’azoto, se non addirittura molecole più complesse come il colesterolo.

L’analisi sarà piuttosto complessa perché Perseverance dovrà inizialmente utilizzare dalla distanza un laser per individuare potenziali molecole di interesse. Se emergessero evidenze organiche toccherà poi ai geobiologi sulla Terra decidere se la sonda dovrà effettivamente prelevare un campione di superficie. Una scelta cruciale visto che la sonda non passerà una seconda volta nei luoghi già ispezionati e in ogni caso non potrà che collezionare qualche decina di campioni al massimo.