fbpx Le macchine Volanti! | Capire la società grazie ai big data
Capire la società grazie ai big data

Capire la società grazie ai big data

Si chiamano “scienze sociali computazionali” e studiano il comportamento degli individui e dei gruppi a partire dai big data raccolti sulle piattaforme digitali. Come? Analizzando i movimenti degli utenti online come fossero nel mondo reale, esplorando con tecniche quantitative grandi corpus testuali, oppure interpretando le reti di contatti coi dati rilevati da sensori indossabili e GPS. Secondo un articolo pubblicato di recente su Nature, le scienze sociali attraversano oggi una fase di radicale cambiamento, con una nuova generazione di ricercatori che sempre più di frequente guardano agli strumenti digitali e ai modelli computazionali per capire quel che succede nelle società, magari con l’obiettivo di provare a cambiarle per il meglio.

Secondo Nature, negli ultimi anni gli scienziati sociali hanno cominciato a usare i big data per occuparsi di temi innovativi come la radicalizzazione online e la diffusione della disinformazione. Altri studi si sono concentrati sul razzismo degli algoritmi, sull’influenza sociale nelle preferenze musicali, sui fattori che rendono più o meno probabile il successo di un certo artista. Con analisi via via più raffinate e fonti di dati diversificate, le scienze sociali computazionali hanno iniziato a confrontarsi anche con temi classici quali le basi psicologiche della moralità e le disuguaglianze. L’assunto di fondo è che metodologie che tengono conto degli strumenti digitali possono aiutare a comprendere meglio come funzionano certe dinamiche sociali. Non tutti i ricercatori hanno però accolto con entusiasmo questa sorta di “rivoluzione computazionale” delle scienza sociali.

Alcuni studiosi lamentano una mancanza di solidità teorica delle ricerche ad oggi condotte all’interno del nuovo paradigma, a loro avviso interessate più alla rilevazione di qualche regolarità nella nebulosa dei dati più che alla reale comprensione dei fenomeni sociali. Resta il fatto che la commistione tra scienze sociali e computazionali è destinata a crescere in futuro, con la corsa delle università ad aprire dipartimenti condivisi e la prima conferenza internazionale congiunta che avrà luogo nel 2021.