fbpx Le macchine Volanti! | Biometria contro gli hacker: anche gli italiani stanno cambiando
Biometria contro gli hacker: anche gli italiani stanno cambiando
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Biometria contro gli hacker: anche gli italiani stanno cambiando

I dati diffusi durante l’ultimo World Password Day, giorno dedicato alla sensibilizzazione sul tema della sicurezza online, parlano chiaro: in Italia ancora ci si affida a date di nascita, nomi delle persone care, sequenze di numeri banali come “12345” per accedere ad app e servizi digitali.

Continuare a curare superficialmente le proprie password è un grave rischio per la privacy: il cybercrimine è più che mai agguerrito e sono sempre più diffusi i casi di hackeraggio di dati sensibili, conti bancari e infrastrutture aziendali. Con tutte le conseguenze spiacevoli del caso.

Con i tempi che corrono, strumenti relativamente semplici come pin e password possono rivelarsi inefficaci: non è un caso se ogni anno sono sempre di più i dispositivi che si affidano all’autenticazione basata sulla tecnologia biometrica. La scansione dell’iride, del viso o delle impronte digitali è da tempo implementata anche nei nostri smartphone.

Dopo un primo periodo di indifferenza, gli italiani si stanno dimostrando disposti ad affidarsi alla biometria per tenere al sicuro le informazioni personali.

Nell’ultimo anno, secondo i dati di uno studio realizzato da Nuance Communications, il 19% degli italiani è stato vittima di frodi digitali: non soltanto per le tecniche sempre più avanzate che gli hacker mettono in campo, ma anche a causa della propria negligenza. Circa il 20% del campione preso in esame infatti ammette di utilizzare le stesse password per diversi servizi o comunque sfruttare varianti della stessa, ricevendo avvisi di “password compromesse” da app e servizi con una frequenza mensile.

Un consumatore su cinque, rivela l’indagine, in media ogni 30 giorni dimentica una password ed è costretto a richiederne una nuova.

L’autenticazione biometrica può davvero rappresentare un passo avanti sotto il profilo della sicurezza e della tranquillità: persone e aziende possono agevolmente minimizzare i rischi di frodi informatiche, dato che la possibilità di manomissioni si riduce al minimo. Più del 30% degli italiani intervistati dice di fidarsi della tecnologia biometrica, sia impronta digitale (18%), sia riconoscimento facciale (8%), ma anche vocale (3%).

Nel frattempo, se si vogliono usare le “vecchie” password, i consigli sono sempre gli stessi: usarne una diversa per ogni servizio, attivare l’autenticazione a due o più fattori, affidarsi a programmi gestori di password, a loro volta protetti da sistemi sicuri.

Giacomo Lucarini