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Batteri marziani

Batteri marziani

Nuove speranze di trovare la vita su Marte arrivano da sotto l’Oceano Pacifico. Niente omini verdi, però, bensì batteri capaci di vivere in condizioni estremamente complicate. Proprio come quelli scoperti da un team di ricercatori dell’Università di Tokyo. Per poterli trovare è stato necessario non solo posare un cavo sul fondale, ma anche penetrare il suolo per oltre 100 metri in prossimità di rocce vulcaniche ricche di argilla che risalgono almeno a decine di milioni di anni fa. Ed è qui che sono stati trovati dei microrganismi ancora viventi. Già in passato erano stati trovati batteri a grandi profondità, anche sulla terraferma, ma questa è la prima volta che i batteri non si presentano in forma fossile.

In questo caso non solo sono stati ritrovati ancora in attività, ma è stata anche osservata un’importante densità: alcune colonie arrivano anche a 10 miliardi di batteri per centimetro cubo. Inoltre è stato studiato come l’ambiente argilloso sia di fatto un habitat che favorisce la vita di questi microrganismi, che necessitano di ossigeno e di sostanze organiche per nutrirsi.

L’importanza della ricerca non sta solo nella scoperta in sé ma anche nelle prospettive che questa apre. Aver trovato batteri che vivono in queste condizioni ha portato gli esperti a pensare che si possano rintracciare forme di vita analoghe anche sotto la superficie di Marte, dove si trovano rocce simili a quelle argillose del fondale del Pacifico in condizioni analoghe di temperatura, grado di salinità e presenza di ferro.

ll team giapponese collabora già con la Nasa e presto si occuperà di analizzare anche le rocce che raccoglierà il rover Perseverance al centro della missione Mars2020, in partenza quest’estate. Uno degli obiettivi sarà proprio quelli di portare indietro del materiale superficiale da analizzare. Ma al momento non è possibile studiare ciò che avviene a decine di metri di profondità.