fbpx Le macchine Volanti! | AstroCrete, il cemento cosmico per costruire nello spazio
AstroCrete, il cemento cosmico per costruire nello spazio
--

AstroCrete, il cemento cosmico per costruire nello spazio

Approdare su Marte senza una tecnologia utile per realizzarvi insediamenti servirà a ben poco, se l’obiettivo è quello di colonizzarlo e garantire al genere umano un futuro sul pianeta rosso. Di certo, non sarà possibile trasportare il necessario dalla Terra alla sua superficie. Considerando la distanza che le separa, variabile da un minimo di 55 milioni a un massimo di 401 milioni di chilometri, i costi sarebbero proibitivi e l’approccio poco lungimirante: stando a una simulazione, la spesa richiesta per ogni singolo mattone ammonterebbe a circa 2 milioni di dollari. È dunque necessario pensare a come rendere gli astronauti autosufficienti, non appena giunti alla meta del loro lungo viaggio. Una possibile soluzione è quella che arriva dai laboratori dell’Università di Manchester, dove un team di ricercatori ha dato vita ad AstroCrete.

Così edificheremo le case su Marte
Un “cemento cosmico”, così viene definito dagli stessi autori del progetto, con caratteristiche meccaniche addirittura superiori rispetto alle peculiarità di quello solitamente impiegato per costruire le nostre case. Lo si ottiene miscelando in modo attento la polvere presente in loco e materiale biologico, più precisamente l’albumina sierica, una proteina sintetizzata dal fegato e trasportata dal sangue in tutto l’organismo. Aggiungendo poi alla formula l’urea, secrezione espulsa dal corpo mediante sudore, lacrime e urina, le prestazioni aumentano fino al 300%, raggiungendo una resistenza alla compressione pari a 40 MPa.

I calcoli effettuati stimano che durante una missione dalla durata pari a due anni, una squadra composta da sei astronauti sarebbe in grado di produrre oltre 500 chilogrammi di AstroCrete (ovviamente in modo per loro del tutto sicuro e non invasivo), predisponendo così l’habitat necessario per l’arrivo di nuovo equipaggio, che a sua volta potrà contribuire a un’ulteriore espansione. Non si tratta di fantascienza, ma di un progetto concreto: tutti i dettagli sono riportati nella pubblicazione dedicata, sulla rivista Materials Today Bio.

L’utilizzo di materie prime disponibili sul posto è l’unica strada percorribile per passare dall’attuale fase di esplorazione a quella di insediamento umano lontano dalla Terra, andando oltre a quanto già avviene con le stazioni spaziali in orbita. Per ovvie ragioni, serviranno ricerche, studi e sperimentazioni, da condurre se necessario anche facendo leva sulle risorse economiche derivanti dal turismo spaziale.

Cristiano Ghidotti