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Anche le grandi aziende del food guardano al vertical farming
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Anche le grandi aziende del food guardano al vertical farming

Il vertical farming è un approccio innovativo all’agricoltura diffuso ormai da qualche anno: grazie allo sviluppo di grandi laboratori disposti verticalmente su più piani, mira a portare coltivazioni come frutta e ortaggi nelle grandi città, per soddisfarne i bisogni alimentari riducendo il consumo di suolo e risorse naturali. Produzioni indoor automatizzate e indipendenti da luogo in cui si trovano e stagionalità.

Sull’onda dello sviluppo di questo approccio, anche una realtà consolidata come Barilla ha deciso di investire nell’innovazione del settore alimentare e agricolo stringendo una partnership con la startup Zero Farms per portare su larga scala il vertical farming, integrando la tradizione italiana a nuove competenze di agronomia, ingegneria e sviluppo software. Grazie a un portfolio di tecnologie brevettate, l’azienda innovativa si avvale di un team multidisciplinare per creare software e strumenti ideali per produrre agricoltura verticale evitando completamente l’utilizzo della terra o di altri substrati e riqualificando spazi urbani come capannoni dismessi.

Il primo progetto riguarderà la filiera produttiva di alcune materie prime necessarie per la produzione di sughi pronti, come il basilico, riducendo drasticamente il consumo d'acqua, senza rinunciare alla qualità. L’obiettivo a tendere è quello di costruire un futuro più sostenibile e rispettoso del suolo e delle risorse a nostra disposizione.

Secondo le stime di Plant Labs i 250 litri di acqua necessari per produrre un chilo di lattuga in campo aperto si riducono a un litro con il vertical farming; inoltre, i 3,9 chili di lattuga che si producono all’anno in un metro quadrato in campo aperto, grazie a questo nuovo approccio diventano tra gli 80 e i 120.

Se, grazie alle nuove tecnologie, la ricerca riuscirà a superare anche il limite dell’elevato consumo di energia, il vertical farming ci consentirà di riportare sempre più verde nei centri abitati, riducendo e addirittura azzerando l’utilizzo di pesticidi e le emissioni dannose dovute al trasporto dei prodotti. Uno sviluppo estremamente interessante per un settore di grande importanza per l’Italia e per il mondo in generale.

Laura Fasano