fbpx Le macchine Volanti! | Anche gli algoritmi hanno bisogno di dormire
Anche gli algoritmi hanno bisogno di dormire

Anche gli algoritmi hanno bisogno di dormire

Dei robot si dice generalmente che possano lavorare di continuo, senza necessità di riposo e interruzioni che non siano legate alla periodica manutenzione dell’hardware o all’aggiornamento del software. Eppure, stando ad alcune ricerche condotte al Los Alamos National Laboratory del dipartimento americano per l’energia, pare che i sistemi basati su network neurali che simulano il funzionamento del cervello umano abbiano anch’essi bisogno di “dormire”. Pena sarebbe il malfunzionamento degli algoritmi di elaborazione dei dati, che correrebbero il rischio di diventare instabili nelle loro valutazioni degli stimoli ambientali. Di qui la necessità di concedere loro una sorta di riposino, un po’ come accade con il cervello umano.

Secondo quanto riportato su Scientific American, questo tipo di instabilità valutativa non riguarda tutti gli algoritmi, ma soltanto quelli relativi alle reti neurali. Quando sottoposti a sforzo per lungo tempo, questi sistemi manifestano qualcosa di assimilabile alle allucinazioni: percepiscono cioè degli stimoli inesistenti. Le simulazioni condotte dai ricercatori del Los Alamos National Laboratory mostrano come concedere una sosta ai network neurali consenta loro di resettarsi e di ottenere così delle valutazioni degli stimoli più stabili. È come se la pausa consentisse agli algoritmi di rigenerarsi e prepararsi a un nuovo ciclo di elaborazione.

Non è ancora chiaro perché ciò accada. Certo è che più i sistemi neurali assomigliano all’intelligenza biologica, più è probabile che comincino a manifestare le sue stesse necessità, in primis quella di dormire. L’aspetto interessante di queste ricerche è che in qualche modo smentiscono il luogo comune per cui i sistemi di intelligenza artificiale possano operare senza sosta, notte e giorno, surclassando così anche le prestazioni dei lavoratori umani più stacanovisti. Troppo lavoro non giova neanche agli algoritmi, che in molti si erano convinti di poter sfruttare a piacimento.