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Addio polistirolo, il packaging si fa come i popcorn
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Addio polistirolo, il packaging si fa come i popcorn

La quasi totalità di ciò che acquistiamo, consumiamo e destiniamo al cestino è avvolto e protetto da una qualche sorta di packaging, molto spesso di tipo usa e getta, talvolta non riciclabile. È d’obbligo considerare anche questo aspetto quando si esamina la sostenibilità di un prodotto. Dai laboratori tedeschi dell’Università di Göttingen arriva un’idea potenzialmente in grado di rendere non più necessario l’utilizzo del polistirolo (anche detto polistirene), il materiale impiegato su larga scala per via della sua economicità, leggerezza, resistenza alle sollecitazioni e plasmabilità: il sostituto eco-friendly prevede l’uso del popcorn.

Dal mais al packaging: l’idea arriva dalla Germania
Due i principali vantaggi in termini di impatto sull’ambiente. Non solo la lavorazione prende il via da una fonte naturale, non sintetizzata e sostenibile, ma al termine del ciclo vitale lo smaltimento non comporta alcuna difficoltà, trattandosi a tutti gli effetti di un manufatto completamente biodegradabile e compostabile.

Si parte non dal petrolio, bensì da sottoprodotti non commestibili derivanti dalla lavorazione del mais destinato ai corn flakes, gli stessi che a colazione finiscono sulle tavole di mezzo mondo. Il risultato è inoltre idrorepellente, dunque adatto a proteggere e preservare quanto racchiuso al suo interno dal contatto con acqua e liquidi durante il trasporto.

Fortunatamente, l’iniziativa non dev’essere etichettata come uno dei tanti progetti sperimentali condannati a rimanere chiusi entro le mura di un laboratorio: i responsabili hanno già siglato un accordo con la connazionale Nordgetreide. La prospettiva è quella di un impiego commerciale. Considerando le norme riguardanti la sostenibilità sempre più stringenti applicate a livello globale, il potenziale è senza dubbio enorme.

Uno studio condotto dalla University of Georgia, in collaborazione con National Geographic, stima che il 40% della plastica prodotta sul pianeta sia destinata proprio al packaging. Il polistirolo, un polimero aromatico termoplastico, rientra nella categoria. Attualmente, meno di un quinto di quella consumata a livello globale è correttamente destinato al riciclo.

Cristiano Ghidotti