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Abitare una casa stampata in 3D
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Abitare una casa stampata in 3D

La nostra prossima auto sarà elettrica, la nostra moneta digitale, la nostra casa stampata in 3D. C’è chi quest’ultimo passo l’ha già compiuto, scegliendo di risiedere in un edificio realizzato con una tecnica in tutto e per tutto ispirata a quella della manifattura additiva. È il caso di Elize Lutz e Harrie Dekker, coppia olandese che per godersi la meritata pensione ha optato per un alloggio alquanto fuori dagli schemi, prodotto dalla società locale Saint-Gobain Weber Beamix con il supporto della Eindhoven University of Technology.

Project Milestone, un nuovo modo di abitare
94 metri quadrati, caratterizzata da un profilo delle pareti che richiama alla mente la forma di un masso e immersa nel pacifico sobborgo Bosrijk alle porte di Eindhoven, l’abitazione costituisce il primo risultato concreto del Milestone Housing Project. L’iniziativa è stata messa in campo con la volontà di andare oltre le limitazioni imposte dalle dinamiche che tradizionalmente regolano il mercato immobiliare e il settore dell’edilizia, sperimentando l’impiego di nuovi materiali e di metodi costruttivi inediti.

I 24 elementi che compongono le mura portanti della casa sono stati in un primo momento “stampati” nell’impianto che ospira il macchinario utilizzato, un enorme braccio robotico con un ugello situato all’estremità, che si muove seguendo una traccia programmata, depositando uno strato di cemento dopo l’altro. Poi il tutto è stato trasportato in loco e assemblato, prima di completare il lavoro con l’installazione di infissi e finiture. Nulla è stato trascurato nemmeno per quanto concerne l’isolamento termico e l’efficienza energetica, requisiti fondamentali per garantire che l’approccio risulti in linea con i principi di sostenibilità. L’operazione di stampa ha richiesto 120 ore.

Per aprire la porta c’è una chiave digitale, smaterializzata, ridotta al pulsante virtuale di un’applicazione su smartphone. In questa fase sperimentale, l’abitazione è concessa in affitto: 800 euro al mese, circa la metà rispetto alla spesa necessaria per un alloggio delle stesse dimensioni nella zona.

Anche una realtà italiana in prima linea
Tra coloro che ormai da tempo si muovono nella medesima direzione c’è anche l’italiana WASP, con sede a Massa Lombarda, in provincia di Ravenna. L’obiettivo dell’azienda è quello di dar vita a una tecnologia evoluta per creare un “habitat ecosostenibile stampato in 3D”, impiegando materiali dai costi di gran lunga inferiori rispetto a quelli dell’edilizia tradizionale e con un’attenzione particolare alla filosofia eco friendly. Il risultato dell’impegno fin qui profuso è TECLA, una casa che nasce da materia prima riutilizzabile e riciclabile, raccolta direttamente dal terreno locale.

Cristiano Ghidotti