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A salvare gli oceani ci pensano i robot: automatizzare la raccolta della plastica si può
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A salvare gli oceani ci pensano i robot: automatizzare la raccolta della plastica si può

La recente Giornata Mondiale degli Oceani del 2021 ha portato con sé un annuncio molto gradito: ClearBot, una startup innovativa che ha come mission quella di raccogliere i rifiuti oceanici attraverso una “flotta” di robot intelligenti, ha visto schierarsi dalla sua un grosso partner come Razer, azienda specializzata in tech & gaming.

La battaglia contro l’inquinamento dei mari è sempre più complessa, dato che ogni anno circa 11 milioni di tonnellate di plastica finiscono negli oceani. Ma il team di ClearBot lavora da tempo per affinare l’intelligenza artificiale di robot, affinché possano identificare questo tipo di rifiuti, raccogliere informazioni su ciascuno di essi e infine recuperarli sia dalla superficie che dai fondali, per poi permettere che siano smaltiti in modo responsabile.

Robotica e machine learning vanno dunque a braccetto per portare avanti un’operazione tecnologica ed ecologica di alto livello. Anche grazie alla nuova collaborazione con ingegneri e progettisti del settore gaming, i prototipi di ClearBot potranno nel giro di pochi anni diventare un prodotto scalabile e commerciabile, evolvendo sia sotto il profilo del design che dell’intelligenza che ne guida i movimenti e le azioni in mare aperto.

Un primo risultato ottenuto è stato quello di un nuovo tipo di robot completamente automatizzato che può rilevare vari tipi di plastica nel raggio di due metri, anche in condizioni di mare mosso. Oltre a poter raccogliere fino a 250 chilogrammi di rifiuti da solo in un’unica sessione di ”lavoro”, il robot è alimentato a energia solare.

Il futuro, però, è fatto anche di crowd-sourcing, e ogni tipo di contributo al miglioramento delle intelligenze artificiali è ben gradito: una startup tech come ClearBot può crescere anche grazie a call to action che vedono la partecipazione attiva delle persone. Per questo, direttamente dal loro sito, chi vuole può caricare fotografie di rifiuti plastici che si trovano in mare, per permettere ai sistemi di machine learning dei robot di imparare più in fretta a individuare e riconoscere i rifiuti da eliminare.

Giacomo Lucarini