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A Bologna nasce l’archivio dei tessuti e degli accessori sostenibili
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A Bologna nasce l’archivio dei tessuti e degli accessori sostenibili

È possibile tenere traccia di ogni tipo di tessuto sostenibile prodotto in Italia e organizzare in un unico archivio le informazioni sulla realizzazione etica? Ci sta provando una realtà nazionale nata con questo scopo, “Punto sostenibilità”, progetto con sede a Bologna creato dalla Fondazione Fashion Research Italy.

Oltre cento aziende hanno finora fornito campioni dei propri tessuti e accessori creati attraverso pratiche  eco-friendly, per condividere un sapere che è importante diffondere e mettere a disposizione di tutti gli addetti ai lavori.

Allo stato attuale, dopo circa un anno di lavoro, l’archivio contiene circa 1.500 pezzi che raccontano in modo unico come si realizzano capi nel pieno rispetto della sostenibilità ambientale. Designer, storici e appassionati potranno accedere presto in modo libero sia nella sede fisica del progetto sia sul sito web ufficiale, con tutti i materiali digitalizzati.

Quasi tutte le aziende italiane di moda producono almeno un capo sostenibile nelle loro collezioni: l’obiettivo del Punto sostenibilità è proprio quello di creare idealmente un collegamento tra realtà produttive e buone pratiche, superando anche dubbi e diffidenze tra vari competitor in nome del rispetto dell’ambiente.

Che si tratti di seta rigenerata, lana riciclata, impiego di telai a mano o poliestere biodegradabile, che si passi dal focus sul packaging a quello degli imballaggi green, il messaggio è sempre lo stesso: il futuro della creazione di indumenti sarà, anche per le esigenze dei cittadini, sempre più green.

Ed è per questo che l’archivio ospita solo esempi di materiali e produzioni già industrializzate e pronte per la produzione in piccola o larga scala. Con specifiche tecniche e certificazioni bene in vista, questo consente a chiunque lo voglia di studiare le soluzioni più adatte da impiegare.

Naturalmente anche l’edificio bolognese che ospita il progetto è stato ristrutturato secondo precisi diktat: dall’uso di materiali ecosostenibili di origine nazionale alla raccolta di acqua piovana per innaffiare i giardini, fino ad arrivare ai sistemi di controllo smart che permettono di limitare i consumi energetici.

Un perfetto connubio tra tecnologia e creatività italiana, sia artigianale che industriale, per mostrare una nuova e più evoluta strada al mondo della moda, ancora oggi una delle filiere più inquinanti per il Pianeta e che necessita di una rivoluzione sostenibile nel giro di pochi anni.

Giacomo Lucarini