Sorveglianza di massa e paranoia

Sorveglianza di massa e paranoia

14.10.2016 | Davvero un pezzo di nastro adesivo può proteggerci dagli hacker?

L’ultima in ordine di tempo è la notizia secondo la quale il primo ministro inglese Theresa May avrebbe vietato l’uso di Apple Watch durante le riunioni del consiglio dei ministri.

Lo scrive il Telegraph – citando fonti vicine al premier e specificando che il rischio sarebbe quello di infiltrazioni da parte di hacker russi. Gli smartphone erano già stati tenuti lontani dalle riunioni, per rischi analoghi, con precedenti decisioni che risalgono alla fine del 2013.

Qualche mese fa aveva suscitato molto interesse in rete questa immagine della postazione di lavoro di Mark Zuckerberg che il capo di Facebook aveva caricato sul suo profilo e nella quale qualche occhio attento aveva notato alcuni piccoli particolari significativi.

La camera del computer di Zuckerberg e l’ingresso microfono erano protetti con un pezzo di nastro adesivo.

Nel frattempo si sono moltiplicati gli articoli di stampa sulle possibili ingerenze elettroniche di hacker sconosciuti sulla campagna elettorale USA e sul ruolo di Wikileaks e delle sue rivelazioni che secondo alcuni critici sarebbero utili al governo russo, spesso citando una lunghissima inchiesta del New York Times al riguardo.

Siamo dunque in pericolo, sembrano chiedersi in molti? Qualcuno ci ascolta e tiene traccia delle nostre parole anche se non siamo Mark Zuckerberg? Molti elementi sembrerebbero confermarlo fin dalle prime rivelazioni di Edward Snowden di alcuni anni fa per arrivare ai più recenti fatti di cronaca che hanno rivelato le strette relazioni fra i server postali di Yahoo (500 milioni di indirizzi email) e le autorità americane.

La prima sensazione è che se siamo veramente in pericolo non basterà lasciare il cellulare fuori da una riunione o mettere un pezzo di nastro adesivo sulla webcam del nostro computer per farci sentire in salvo. La seconda sensazione è che forse sarà utile e necessario – nell’interesse di tutti – continuare a parlarne.

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Redazione