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Pratiche e app per un Natale ecosostenibile

Pratiche e app per un Natale ecosostenibile

24.12.2021 | Quando tecnologia e sensibilità regalano un Natale davvero ecosostenibile, senza alcuna rinuncia.

Sono 13,5 sono i milioni di alberi e stelle di Natale che, secondo Coldiretti, si vendono in media negli ultimi anni durante il periodo natalizio. Di questi, ben 3,6 milioni sono abeti, di cui buona parte viene poi purtroppo lasciata seccare appena passate le feste oppure, peggio ancora, muore. Eppure, l’abete rappresenta un simbolo non solo natalizio, ma anche dell’ecosostenibilità. Secondo un recente studio di Mati e Cesaf, infatti, un singolo abete adulto è in grado di catturare in un anno circa 100 chili di anidride carbonica, liberando in cambio 80 chili di ossigeno. In altre parole, vivere un Natale senza rinunce ai suoi simboli, ma anche green ed ecosostenibile, non è poi così difficile. Passa per scelte semplici come quella di curare l’abete acquistato per riutilizzarlo negli anni a seguire. Un modo, tra l’altro, per evitare l’annoso dilemma tra scegliere un abete vero e uno di plastica.

Gherardo Chirici, professore di Assestamento Forestale e Selvicoltura presso l’Università di Firenze, in un’intervista al SISEF (Società Italiana di Selvicoltura ed Ecologia Forestale), dichiara che “È di gran lunga più ecologico e sostenibile acquistare alberi di Natale veri e non di plastica. Nessuna foresta viene danneggiata se compriamo un albero di Natale”.

Chirici, del resto, aggiunge che scegliere un albero di Natale non è un’operazione così banale come sembra, se lo si fa con “piglio ecosostenibile”. Di base, ci sono due tipi di “alberi”: con o senza radici. I primi sono alberi veri e propri, provenienti da apposite piantagioni regolate da leggi molto severe. L’unica accortezza, in questo caso, è di accertarsi della loro provenienza e fare in modo che giungano da boschi vicini. Gli alberi senza radici sono invece i cimali: punte di alberi molto alti, che verrebbero comunque tagliate per il bene delle piante e sempre secondo norme precise. Un cimale, sempre secondo Chirici, è dunque una scelta ecosostenibile, benché dopo il suo utilizzo non abbia alcuna possibilità di sopravvivere.

Economia circolare per gli alberi di Natale
A questo punto, qualora la scelta vada verso un albero con radici, il tema diventa quello di prendersene cura anche dopo le feste e piantarlo in forma stabile in un (grande) giardino, oppure riutilizzarlo l’anno dopo. In questo secondo caso ci si può rivolgere a club e iniziative come Tree-sitting. Si tratta di un progetto nato a Scandicci (FI), che si rivolge a famiglie e negozianti, nel quale gli abeti, dopo il Natale, sono dati in custodia al Parco di Poggio Valicaia da gennaio al successivo mese di dicembre. In questo modo vengono curati al meglio e, al termine della custodia, riconsegnati ai rispettivi proprietari per poterli addobbare ed esporre nuovamente. Una vera e propria economia circolare di alberi di Natale che tra l’altro beneficia anche della tecnologia. Tramite app o attraverso il sito treesitting.it, infatti, è possibile seguire lo stato di salute del proprio albero, senza con ciò rinunciare ad  ammirarlo dal vivo con una salutare passeggiata nel parco.

Adottare un albero come regalo natalizio
O ancora, l’albero può diventare, da semplice simbolo, esso stesso un regalo.Anche in questo caso la tecnologia è dalla parte dei più attenti all’ecosostenibilità. Treedom, per esempio, è un sito che vende alberi proprio secondo principi ecosostenibili e quindi, di fatto, consente di adottare alberi, ma secondo uno schema che tutela l’ambiente e l’etica. Acquistando un pacchetto, si dà avvio a un vero e proprio progetto che parte dalla produzione della piantina, passa per la sua messa a dimora, la formazione dei contadini per le pratiche di coltivazione più ecosostenibili, la piantumazione, e arriva alla registrazione delle coordinate dove l’albero è piantato. Non manca il monitoraggio aggiornato, l’assegnazione di un codice identificativo e, infine, l’attribuzione dello stesso codice a chi riceve il dono. Punto di forza del progetto è la grande varietà di piante messa a disposizione: cacao, baobab, anacardo, caffè, leucena, mangrovia, jackfruit e mango. Per ciascuna, vi è una scheda che ne illustra le caratteristiche, i benefici per l’uomo, la natura e l’ambiente, grazie all’indicatore di kg di CO2 consumati e l’equivalente in kg di riso prodotti.

Sostenibilità, etica e rispetto anche a tavola
Le soluzioni tecnologiche consentono di trascorrere un Natale ecosostenibile anche se si prende in considerazione un aspetto per molti intoccabile come quello della tavola imbandita. Phenix ne è un esempio perfetto. Si tratta di una startup che raccoglie cibo invenduto, ma di ottima qualità, e lo propone in diverse iniziative, specie durante le feste. Per esempio, realizza box di cibo da gustare in casa, con la possibilità di lasciarne una porzione (o più) anche per chi non si può permettere un pasto. Inoltre, Phenix si adopera per ridistribuire prezioso cibo invenduto, gratuitamente, ad associazioni di beneficienza, creando un circolo virtuoso contro lo spreco alimentare. Il tutto viene gestito da un’apposita app che mette in contatto aziende e consumatori attenti all’ecosostenibilità. Senza dimenticare, infine,  che una box di questo tipo rappresenta anche un eccellente regalo. Sulla stessa linea è Too Good to Go, pioniera nella lotta allo spreco alimentare: un’altra app che conta su una community di 5 milioni di utenti, più di 20.000 tra bar, ristoranti, supermercati, panetterie e hotel, e circa 5,5 milioni di pasti salvati ogni giorno solo in Italia, utilizzando Too Good to Go per sé o per regalare pasti agli altri.

Viaggi e mete ecosostenibili
Le vacanze di Natale sono per molti l’occasione di una vacanza, magari in famiglia. Per questo è bene puntare su progetti come Biotravel o Tramundi, che propongono vacanze green e sostenibili. Si possono scegliere soggiorni o viaggi completi che selezionano alloggi e località a basso o nullo impatto ambientale, che selezionano con attenzione strutture e itinerari ecosostenibili, lasciando da parte le mete più turistiche e meno green, per abbandonarsi invece a relax in mezzo alla natura, senza compromessi. Strutture biotravel in Italia (ce ne sono davvero tante) dove passare le feste e che possiedono certificazioni biologiche, etiche e ambientali. Producono e cucinano cibi biologici, investono nell’efficientamento energetico e nello sfruttamento delle energie rinnovabili. Il tutto in destinazioni dove poter svolgere una serie di attività nel rispetto dei luoghi, della natura e del benessere della persona. In un’epoca dove troppo spesso il marketing si limita a travestire in chiave “green” le proposte di servizi e beni di consumo, queste settimane possono rappresentare un banco di prova della concretezza delle nostre scelte sostenibili.  Abbracciare comportamenti necessari per salvare il pianeta ha anche il pregio di regalarci esperienze inaspettate e stimolanti, anche durante le feste. Un Natale ecosostenibile, con la consapevolezza di aver contribuito a migliorare il nostro futuro, rimane il miglior regalo che possiamo fare a noi e alle generazioni che verranno.

l'autore
Riccardo Meggiato