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Mobility as a service: sì, viaggiare

Mobility as a service: sì, viaggiare

10.12.2021 | L’evoluzione della mobilità, ai tempi del cloud e della sostenibilità e un nuovo modo di interpretare lo spostamento

L’innovazione applicata al contesto della mobilità non si manifesta esclusivamente attraverso la sempre più capillare diffusione delle auto elettriche, in grado di ridurre l’impatto sull’ambiente nel nome della sostenibilità, ma anche rivedendo modelli e comportamenti che si sono cristallizzati nel tempo, e facendo evolvere l’intero ecosistema dei trasporti. È in questa prospettiva che la Mobility as a Service si inserisce ed esprime il suo potenziale, attraverso una profonda integrazione tra servizi pubblici e mezzi privati e facendo leva sugli strumenti del digitale in modo da rendere l’intero processo di pianificazione, prenotazione, pagamento e fruizione degli spostamenti più agevole, per tutti.

Una visione per il futuro della mobilità
Perché la visione che tende a questo traguardo possa arrivare a concretizzarsi, c’è bisogno di un cambiamento culturale. Si è disposti a rinunciare all’utilizzo di un veicolo di proprietà almeno per una parte dei tragitti quotidiani, abbracciando le formule alternative proposte da ride sharing, car sharing e car pooling? E a condividere lo spazio intimo della propria vettura con uno sconosciuto, così da ottimizzare le spese? Due domande solo all’apparenza banali, utili per comprendere come le resistenze al rinnovamento potrebbero essere umane, più che tecniche o tecnologiche.

Va da sé che il contesto più favorevole affinché i vantaggi di questa nuova impostazione diventino evidenti è quello dei grandi centri urbani, oggi alle prese con problemi quali una eccessiva congestione del traffico e livelli di inquinamento tali da mettere a repentaglio la salute. In aree metropolitane come Barcellona o Madrid, ad esempio, è già in funzione un'app che raccoglie l’intera offerta in tema di mobilità. City Trips, è questo il suo nome, è stata lanciata nel 2018 e dà accesso a più di 15.000 veicoli tra servizi di bike sharing, moto sharing, car sharing, trasporti pubblici, taxi e così via, tutto in un’unica interfaccia. Una conferma che è proprio all’incrocio tra applicazioni, tecnologia cloud e integrazione dei dati che si realizza l’ottimizzazione degli spostamenti. Il risultato è un beneficio per le persone che si traduce anche nella soluzione più sostenibile.

Anche nel nostro Paese qualcosa si sta muovendo. Sostenuti dai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, nell’ambito della strategia Italia Digitale 2026, hanno preso vita tre bandi destinati a 13 città metropolitane. L’obiettivo è quello di introdurre anche nel sistema di trasporto locale la mobilità come servizio, per fornire in maniera adeguata a tutti i cittadini (quindi anche alle fasce più deboli) una serie di servizi, dall’e-bike al car sharing e così via, utili a migliorare la pianificazione di un viaggio, la relativa prenotazione, i pagamenti. Non solo, sempre quest’anno è stato definito il piano di mobilità sostenibile per gli spostamenti casa-lavoro dei lavoratori pubblici e per quelli privati appartenenti ad aziende con più di 100 dipendenti. Un tassello che permetterà di ridurre l’uso del mezzo di trasporto privato individuale, grazie anche alla nuova figura del mobility manager, che fornirà un supporto professionale continuativo alle attività di decisione, pianificazione, programmazione, gestione e promozione di soluzioni di mobilità sostenibile.

C’è da dire, però, che i benefici della mobilità intesa come servizio non si riducono ai confini metropolitani. Anche sulle lunghe distanze diventa particolarmente efficace, ed estremamente comoda, l’applicazione dell’interoperabilità tra le differenti modalità di trasporto. Facciamo un esempio: se da una qualsiasi località in Italia si desidera raggiungere la Grande Mela, sarà senz’altro ideale poter digitare “New York” in un’app che istantaneamente presenti più prospetti dell’intero viaggio, a partire dall’autobus che passa sotto casa per raggiungere la stazione dei treni, il convoglio che ci accompagna in aeroporto, il volo transoceanico, la navetta verso il centro della metropoli di destinazione e l’autista che scaricherà i bagagli di fronte alla porta d’ingresso dell’albergo in cui pernotteremo. Ci permetterà di pianificare agevolmente l’intero tragitto, preferendo l’utilizzo di mezzi condivisi e sostenibili anche a lungo raggio. Senza dimenticare che la stessa app potrà anche permetterci di pagare con un’unica transazione l’affitto della stanza, quello della bicicletta (magari a pedalata assistita) per muoversi sulle ciclabili tra i grattacieli e alcune proposte culinarie, di intrattenimento e i luoghi da visitare. Un bel risparmio, di risorse naturali e di tempo personale.

Il ruolo del 5G e dei big data
A spingere questa trasformazione sono anche i dati, quelli forniti da chi viaggia e quelli scambiati autonomamente da mezzi e infrastrutture (con modalità Vehicle-to-Vehicle, Vehicle-to-Infrastructure e Vehicle-to-Everything). Dati raccolti, archiviati ed elaborati da complessi apparati composti da sensori e algoritmi, grazie anche alle performance assicurate dalle reti 5G, sempre più diffuse e sempre più al servizio della smart mobility per un cambiamento a sostegno dello sviluppo sostenibile. Un esempio su tutti è 5G-Carmen, l’iniziativa sostenuta dall’Unione Europea per promuovere una mobilità automatizzata più sicura e green, connessa proprio grazie al 5G. Lungo i 600 chilometri del corridoio autostradale del Brennero, da Bologna a Monaco, si sono svolte le prime sperimentazioni, che hanno permesso ai veicoli intelligenti di comunicare tra di loro in modo autonomo per scambiarsi informazioni su allerte meteo e situazioni di inquinamento ambientale critico, così da adattare le loro performance su strada.

L’evoluzione tecnologica deve necessariamente essere affiancata e sostenuta da regole in grado di stare al passo, per evitare distorsioni o abusi, per esempio, nella tutela della privacy. In materia di trattamento dei dati,in particolare, la portata globale del fenomeno richiede  una collaborazione su scala internazionale, soprattutto sul piano legislativo. In Europa, il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR, UE 2016/679), rappresenta un punto di riferimento fondamentale, sia per il valore delle tutele introdotte sui dati personali, sia per l’importanza e l’estensione dell’area geografica di applicazione. Per una omogeneizzazione del quadro normativo a livello mondiale saranno però necessari sforzi molto rilevanti.

Un mercato promettente per nuovi modelli economici
Così come per ogni altro ambito in cui fa capolino l'innovazione, un simile scenario costituisce terreno fertile per nuovi modelli di business. Lo sanno bene le realtà che, impegnandosi in un'ottica lungimirante, hanno scelto tempo fa di puntare su servizi per il noleggio o la condivisione delle vetture. La previsione formulata dagli analisti è quella di un giro d’affari pronto a esplodere: dai 53 miliardi di dollari registrati nel 2019 ai 281 miliardi nel 2027. C’è chi guarda ancora più avanti, ipotizzando di poter arrivare addirittura a 9,5 mila miliardi a livello globale entro il 2035.

Sono buone notizie, se si pensa all’educazione verso una mobilità sempre più sostenibile che ne consegue. Ampliare la superficie coperta dai servizi erogati tramite la Mobility as a Service significa potenziare i servizi con un minore impatto ambientale: favorire la diffusione di servizi di questo tipo significa infatti privilegiare non solo una maggiore accessibilità e differenziazione nei trasporti, ma anche rendere ogni nostra necessità di spostamento fisico più rispettosa dell’ambiente.

Illustrazione di Giorgio Mozzorecchia

l'autore
Cristiano Ghidotti