Le criptomonete più assurde

Le criptomonete più assurde

25.01.2018 | Non solo Dogecoin: uno strano ibrido tra scherzo, truffa e opportunità di investimento (da cui tenersi alla larga).

È stata una corsa sulle montagne russe. Dal 16 dicembre – data in cui raggiungeva il suo apice a 20.000 dollari – a oggi, il Bitcoin ha perso quasi metà del suo valore: nel momento in cui scriviamo, nonostante un rialzo rispetto alla giornata precedente, è a 11.248,70 dollari. Ma è pur sempre dieci volte il prezzo che si registrava a fine 2016, e venti volte il prezzo del 2015. Se siete tra quelli che hanno investito in questo fenomeno dell’economia mondiale, probabilmente conoscerete le cifre meglio di noi, e starete controllando giorno dopo giorno i sobbalzi delle criptomonete.

Le valute digitali come il Bitcoin, alimentate dalla blockchain, il cosiddetto sistema del “registro distribuito”, quindi al di fuori del controllo di qualunque autorità centralizzata, sono in circolazione da quasi un decennio. Ma negli ultimi due-tre anni, con l’esplosione della moneta creata nel 2008 dal misterioso Satoshi Nakamoto, la bolla speculativa ha conquistato l’interesse sia dei venture capitalist di Wall Street sia delle persone comuni. E così, in parallelo, il numero delle criptomonete alternative – o ​altcoins – è aumentato esponenzialmente. Sul sito Coinmarketcap.com se ne contano in questo momento 1476, per una capitalizzazione di mercato totale di 543 miliardi di dollari.

È interessante vedere come sia cambiata, negli ultimi mesi, la quota di mercato di ciascuna moneta. Il 17 novembre 2013 il Bitcoin si mangiava tutta la concorrenza, con una fetta di ben il 94% del mercato totale. Fino a dicembre dell’anno scorso non c’è stata partita, con il Bitcoin a veleggiare tranquillamente sopra il 60%. Poi, col crollo della moneta a partire da Natale, le altre criptovalute hanno eroso sempre più spazio. Nelle ultime due settimane il Bitcoin ha oscillato tra il 33% e il 34% del totale, con la seconda moneta più capitalizzata, Ethereum, distante ma non in maniera siderale, con il 18%. Esistono però anche centinaia di valute appena nate con una capitalizzazione di pochi dollari. Nel complesso, comunque, neanche le ​altcoins se la stanno passando benissimo.

Del resto questo è il bello (o il brutto, a seconda delle preoccupazioni degli analisti) dell’imprevedibile mercato delle criptomonete: la facilità con cui ogni attore economico può, teoricamente, creare la propria. Partendo da una “offerta di moneta iniziale”, sulla falsariga delle imprese che fanno il loro ingresso in borsa, per racimolare del capitale “fresco”.

Certo, si dirà che le criptovalute per ora non hanno liquidità, che sono un mercato pressoché inesistente e dalle prospettive di diffusione quantomeno dubbie; più simili a una puntata al casinò che a un investimento ragionato. E infatti col tempo molte criptomonete, come SongCoin (dedicata al mondo degli artisti musicali) o Coinye West (nata ironicamente nel mondo della musica hip-hop) sono defunte, mentre altre, non meno surreali, come Dogecoin, sono diventate dei veri e propri colossi. Ma quali sono alcune delle più bizzarre criptomonete disponibili sul mercato, in alcune occasioni a metà strada tra lo scherzo e la truffa?

Potcoin, ad esempio è stata ​creata specificamente per la comunità di chi fa uso di cannabis, ed è conosciuta per aver sponsorizzato un viaggio dell’ex giocatore di basket Dennis Rodman in Corea del Nord. Attualmente viene contrattata a circa 22 centesimi di dollari e la sua capitalizzazione di mercato è di 48,596,268 dollari.

 

TrumpCoin è nata per “sostenere il presidente Trump e il suo sogno di far tornare l’America grande”, ​scrivono i rappresentanti di questa moneta che ha un anno di vita. I ​TrumpCoin ​Ambassadors guadagnano monete postando articoli di propaganda su Facebook. A gennaio, poco prima dell’inaugurazione presidenziale, TrumpCoin aveva raggiunto un picco massimo di 51 centesimi di dollari. In questo momento ne vale appena 6 e il suo mercato è di 1.275.320 dollari.

Sul ​sito di Insane Coin invece si legge: “​È più di una semplice moneta, è una mentalità. Non c’è bisogno che tu sia pazzo per diventare parte della nostra comunità, anche se certo male non fa”. Nel frattempo i creatori stanno sviluppando un sistema di voto per i possessori della valuta e un negozio in Inghilterra dal nome Insane Space (dovrebbe aprire quest’anno). Sul mercato al momento vale 3,867,711 dollari.

Chi non ama i panda? Questa criptomoneta viene ​pubblicizzata come particolarmente facile da capire e da usare. Praticamente funziona come un conto corrente alternativo. Se possedete delle ​PandaCoin in una PandaBank, potrete guadagnare un interesse annuale fino al 2,5%, ma che matura solo se il vostro computer è connesso con una PandaBank aperta in quel momento. La capitalizzazione della moneta è di circa 28 milioni di dollari.

PutinCoin invece è molto meno romantica: il ​suo scopo sembra essere unicamente “rendere omaggio” al presidente della Federazione Russa e al suo popolo. La sua capitalizzazione è di sei milioni di dollari.

SexCoin​, a leggere il ​sito​, è “la prima criptovaluta pensata specificamente per l’industria del porno”. Le persone la potranno usare per comprare “prodotti per adulti”. In questo momento ha una capitalizzazione di circa nove milioni di dollari.

Quelli di ​F--- Tokensostengono che la loro moneta rappresenti per gli investitori una “opportunità unica” per orientarsi nel mondo saturo di gergo tecnico delle criptomonete. “Ti vomitano in faccia di continuo parole allettanti e una retorica che ti disorienta, tutto questo per convincerti a investire nella loro idea”, recita il sito Web. “Con i F--- Tokens, ti diamo l’opportunità unica di esprimere il modo in cui ti senti davvero”. La capitalizzazione? 2.103.289 dollari.

E infine c’è Dogecoin​: ovvero la criptomoneta… dei ​memers​, i creatori di meme. È la combinazione infatti di un tormentone virtuale (che risale al 2010: un cane di razza Shiba circondato da scritte in ComicSans), la logica del Bitcoin e una scommessa irriverente​. Creato quattro anni fa, Dogecoin è diventato un sistema per lasciare una “mancia” alle persone che producono contenuti socialmediali degni di nota. In generale non è una delle criptovalute prese più seriamente, ma resta comunque la 40° in ordine di grandezza, con un valore di mercato di ben 779 milioni di dollari. Un mese dopo il lancio ci fu il primo ​furto di Dogecoin a causa di un assalto hacker, e alle prossime Olimpiadi invernali il Dogecoin sponsorizzerà nientemeno che​ la nazionale di bob della Giamaica.

 

Un esempio della colossale volatilità del mercato delle criptovaluta: capace di raddoppiare e poi crollare di valore nel giro di un mese (fonte: CoinMarketCap).

L’esperto di borsa Robert Prechter, che era anche un grande psicologo, ha scritto che durante una fase di rialzo del mercato borsistico si verifica quello che è chiamato “punto di consapevolezza”: il momento in cui la gente comune salta a bordo. Paradossalmente, spiega Prechter, quello è il momento in cui la corsa sta per rallentare e i professionisti dovrebbero iniziare a pensare su come andarsene. Quando i professionisti non riescono a scendere, ecco che si verifica la fase di “mania”. Indubbiamente, a dicembre si era in questo punto: con tantissime persone comuni che hanno abbandonato ogni remore e si sono gettati a capofitto nelle criptovalute.

L’intero mercato delle monete alternative ha subito, contestualmente con Bitcoin, enormi perdite prima a dicembre e poi, e soprattutto, nella seconda settimana di gennaio, ma alcune delle criptovalute di più recente creazione stanno già recuperando. Questa è la loro natura volatile, anche se non è ancora chiaro cosa muova l’altalena.

Nel frattempo ​il sito Bloomberg ha riportato che la Cina sta pensando di bloccare l’accesso ai siti che fanno trading di Bitcoin e di altre criptomonete per i suoi cittadini, e persino un piano del governo per fermare i “minatori” di criptomonete che fanno base in Cina (che sono la grande maggioranza del pianeta). Anche la Corea del Sud, nel frattempo ​sta pensando a un piano per regolare questo fenomeno, anche perché basta la più insignificante notizia incontrollata per scatenare il panico tra gli investitori inesperti. Alternative le monete, alternative anche le teorie che stanno iniziando a sorgere per spiegare il loro comportamento irrazionale.

 
l'autore
Le Macchine Volanti