Le auto volanti stanno arrivando

Le auto volanti stanno arrivando

04.06.2018 | Non solo droni e velivoli elettrici, tra i tanti progetti in cantiere in tutto il mondo ci sono anche vere flying cars.

Spesso vengono chiamati taxi volanti per semplicità: ma il termine tecnico con cui ci si riferisce ai mezzi che da qui a pochi anni potrebbero cambiare il modo in cui ci spostiamo in città è quello di “veicoli elettrici a decollo e atterraggio verticale”, spesso citati anche con la sigla eVTOL. Il nome racchiude già tutte le caratteristiche peculiari dei piccoli velivoli a cui diverse aziende in tutto il mondo stanno lavorando. In realtà, quella in atto sembra una vera e propria corsa a chi riuscirà a realizzare per primo questo servizio di trasporto rapido dei passeggeri da una parte all’altra delle principali metropoli di tutto il pianeta.

Durante l’ultimo Elevate Summit, tenuto a Los Angeles qualche settimana fa, Uber ha svelato il modello di velivolo alla base del progetto UberAir, il servizio di trasporto nei cieli che era stato annunciato lo scorso autunno. Le prime città interessate saranno Dallas e Los Angeles, dove vedremo i primi voli sperimentali già nel 2020; mentre per la commercializzazione si dovrà aspettare almeno il 2023. I costi per i passeggeri non sono ancora stati definiti, ma dovrebbero essere piuttosto competitivi e aggirarsi attorno ai 2 dollari per ogni miglia percorsa.

Il modello di taxi volante potrà ospitare quattro persone per volta, più un pilota (che in un secondo momento potrebbe venire sostituito nei velivoli a guida autonoma). Il mezzo di Uber sarà in grado di volare tra i 300 e i 600 metri di altitudine a una velocità che potrà andare dai 240 ai 320 km/ora. La sua autonomia si aggirerà intorno ai 100 km e la ricarica completa di una batteria potrà essere terminata in pochi minuti. Uber non produrrà direttamente questi mezzi di trasporto ma si appoggerà a partner che si occuperanno della parte realizzativa come Karem, Embraer, Pipistrel e Bell.

La società californiana ha annunciato anche l’apertura di un centro di ricerca e sviluppo a Parigi che si occuperà proprio di portare avanti il progetto del taxi volante, ma sta pensando anche alle stazioni da cui i velivoli dovrebbero partire o atterrare. Come ha riportato Techcrunch, la società sta studiando diversi concept per questi spazi: tutti sono comunque pensati per supportare almeno 4mila passeggeri all’ora, con un transito di mille mezzi. Dal punto di vista logistico, Uber ha annunciato già mesi fa una collaborazione con la NASA per lo sviluppo di tecnologie per la gestione del traffico aereo e la prevenzione di possibili incidenti.

 

Quello di Uber è solo l’ultimo dei progetti presentati per la conquista dei cieli: anche il colosso del settore aeronautico Boeing è in partita e, in maniera curiosa, è in qualche modo legato ai piani della società di ride sharing. Boeing ha infatti comprato l’anno scorso l’azienda Aurora Flight Science, uno dei partner che Uber ha scelto per realizzare i propri velivoli, ed è in stretto contatto anche con la brasiliana Embraer.

Aurora Flight Science, azienda specializzata nei velivoli elettrici a decollo e atterraggio verticale, punta a effettuare i primi test a Dallas e Dubai già nel 2020, mentre la tecnologia dovrebbe essere portata a livello commerciale nell’arco dei prossimi dieci anni. Nonostante le questioni legate a regolamentazioni e norme per il volo nei cieli, il CEO di Boeing Dennis Muilenburg ha espresso la massima fiducia nello sviluppo in tempi rapidi di questi progetti, sottolineando che sarebbe già pronto un prototipo del mezzo.

Boeing parte sicuramente avvantaggiata in questo progetto anche perché da tempo sta lavorando molto su droni utilizzabili per il trasporto di materiale medico o per l’intervento in situazioni di emergenza. Attraverso il braccio finanziario Horizon X, però, ha anche messo in piedi una serie di startup per lo sviluppo delle tecnologie legate ai velivoli per il trasporto di persone.  

Boeing cercherà sicuramente di arrivare prima del suo rivale storico nel mondo dell’aeronautica Airbus. Il costruttore francese sta collaborando con la sua divisione A3, con base nella Silicon Valley, al velivo Vahana, nome evocativo che in sanscrito indica un animale che trasporta una divinità. Dopo due anni di lavoro, il responsabile del progetto Zach Lovering ha diffuso lo scorso febbraio un primo video di un brevissimo volo sperimentale del suo velivolo monoposto: al momento non è pronto per il trasporto di passeggeri, ma l’azienda non ha neanche comunicato la data prevista per la commercializzazione di questi mezzi. Airbus sta però lavorando anche a un altro progetto, CityAirbus: in questo caso si tratta di un velivolo da quattro posti che potrebbe già essere pronto entro il 2023, a quanto riporta il New York Times.

 

Ancora più interessante è il prototipo Pop.Up, presentato al Salone di Ginevra l’anno scorso in collaborazione con la Italdesign di proprietà della Volkswagen. Si tratta di un sistema modulare costituito da una capsula a due posti con ruote, in grado di spostarsi anche sulla strada, a cui vengono aggiunti anche motori per volare, tutto alimentato dall’energia elettrica. In questo caso si può davvero parlare di una macchina volante che l’azienda vorrebbe portare per strada (e allo stesso tempo per aria) entro il 2030.  

Molto interessante anche il progetto in via di sviluppo da parte di Kitty Hawk, startup californiana dietro cui ci sono le idee, e soprattutto i finanziamenti, del fondatore di Google Larry Page. Come spiegato in un video di presentazione della stessa azienda, Cora è un velivolo elettrico a guida autonoma a due posti in grado di viaggiare a 900 metri di altezza e a una velocità di 180 chilometri orari. I test per il volo di Cora sono già iniziati in Nuova Zelanda, nazione che si è dimostrata molto propensa allo sviluppo di una tecnologia che potrebbe rivoluzionare il trasporto delle persone. I piani di Kitty Hawk sono molto ambiziosi, visto che prevedono di utilizzare Cora già entro tre anni.

Una delle startup che sembra più avanti di tutte nella fase di test è la tedesca Volocopter, che nello scorso autunno ha già fatto volare (senza passeggeri sopra) uno dei suoi velivoli elettrici autonomi a due posti a Dubai. La capitale degli Emirati Arabi potrebbe diventare la prima città ad attivare un servizio di taxi volanti già nei primi anni del prossimo decennio, visto anche la collaborazione avviata da tempo tra l’azienda e l’autorità dei trasporti della città per le questioni legate alle norme sull’occupazione dello spazio aereo.

La startup tedesca, a inizio anno, ha fatto volare un modello Volocopter VC200 durante il Ces di Las Vegas, per poi presentare un versione rifinita del velivolo conosciuta come Volocopter 2X. Ma l’azienda, negli scorsi mesi ha iniziato anche a pensare alle infrastrutture per far decollare e atterrare i propri droni con passeggeri: l’obiettivo è quello di spostare un migliaio di persone all’ora, per un totale di 10 mila al giorno.

 
In tutto si contano almeno una ventina di società impegnate nella gara a chi porterà per primo il proprio veicolo nei cieli

Ehang, società cinese, ha annunciato già al CES di Las Vegas di due anni fa che avrebbe realizzato un velivolo per il trasporto di persone; rivoluzionando la mobilità cittadina. Le prime immagini dei test di fine 2016 avevano già impressionato: ora la società sembra aver fatto ulteriori passi avanti nei voli sperimentali del suo Ehang 184 monoposto a guida autonoma, anche con un passeggero a bordo. Nel frattempo ha presentato la sua tecnologia a Dubai, che si conferma la città più interessata a questo nuova forma di mobilità, e ha richiesto allo Stato del Nevada le autorizzazioni per volare sul suolo americano.I test effettuati a febbraio di fronte a numerosi giornalisti hanno dimostrato il grande avanzamento dell’azienda cinese che, secondo Quartz, si è fissata l’obiettivo di portare i propri mezzi in cielo nell’arco di un solo anno.

Tra gli altri progetti dei taxi volanti si può segnalare quello della startup tedesca Lilium, che ha ricevuto finanziamenti milionari anche da parte del colosso cinese Tencent e che, secondo quanto riportato nel suo sito, vuole offrire un servizio di trasporto funzionante entro il 2025. In tutto si contano almeno una ventina di società impegnate nella gara a chi porterà per primo il proprio veicolo nei cieli: nella partita c’è anche la slovacca AeroMobil. Come già per Pop.Up di Airbus, anche in questo caso si può parlare di “macchina volante”; perché il modello 4.0, come anche l’ultimo 5.0, è un mezzo che può essere utilizzato sia per strada che in aria.

l'autore
Enrico Forzinetti