L’avanzata inarrestabile delle energie pulite

L’avanzata inarrestabile delle energie pulite

14.03.2018 | Unendo solare ed eolico, l’Europa può soddisfare oltre il 70% del fabbisogno: merito anche dell’innovazione tecnologica.

Nel giro di qualche decennio, le energie pulite e rinnovabili sono passate da nota d’appendice della produzione energetica a realtà concreta che ha davanti a sé un innegabile e ottimistico futuro. I dati, divulgati da esperti internazionali del calibro di Ramez Naam, sono evidenti: in dieci anni, l’energia prodotta dal vento è cresciuta di oltre sei volte, mentre il prezzo sta scendendo sempre più rapidamente; dai 57 centesimi degli anni ‘80 si è arrivati ai 4 centesimi di oggi.

Ancora più rosea è la situazione dell’energia solare, la cui produzione, in un solo anno, è aumentata a livello globale da 302 a 368 gigawatt; un incremento impressionante anche se si considera che, ancora nel 2000, non si andava oltre i 4 GW. E anche in questo caso, la crescita della produzione è andata di pari passo con la discesa del prezzo: negli Stati Uniti, si è passati dai 77 dollari per KW degli anni ‘70 ai 30 centesimi di oggi. Ma la tendenza è uguale in tutto il mondo.

Cosa significa tutto ciò per un paese come l’Italia? Oggi, circa il 10% dell’energia consumata dal nostro paese è prodotta da rinnovabili; ma si tratta di una percentuale destinata a crescere rapidamente, creando le premesse per scenari che, anche grazie a tecnologie come la blockchain, potrebbero essere davvero rivoluzionari. Secondo alcuni calcoli teorici, per esempio, se tutti gli edifici in grado di ospitare pannelli solari ne fossero dotati, si riuscirebbe a soddisfare il 50% del fabbisogno energetico del nostro paese. Una stima che forse non tiene conto di alcuni elementi – anche paesaggistici – ma che fa capire come per l’Italia, e per altri paesi come la Spagna, la possibilità di diventare esportatori di energie pulite mentre si soddisfa il proprio fabbisogno esclusivamente attraverso le rinnovabili non sia fantascienza; ma una realistica opportunità del futuro.

 

E se il Sole può fornire energia di giorno, principalmente d’estate e soprattutto nei paesi del sud dell’Europa; il nord Europa può puntare ancora di più di quanto non stia già facendo sull’energia eolica, che invece si raccoglie in primis di notte e nei mesi più freddi. In poche parole, si tratta di due energie complementari di cui l’Europa è ricca. Viste così, le statistiche odierne, già molto positive, sembrano destinate a venir polverizzate, rendendo sempre più vicino un futuro in cui addirittura il 70/80% dell’energia complessiva consumata dall’Europa può essere prodotta da fonti rinnovabili.

Allargando lo sguardo verso il resto del mondo, non si può fare a meno di notare come alcune nazioni stiano abbracciando la rivoluzione energetica – le Hawaii hanno un’altissima percentuale di utilizzo del solare e sono pionieri nell’uso delle batterie per l’immagazzinamento e il trasporto di energia; mentre l’India ha annunciato di voler ridurre la produzione di carbone di 14 GW – ma altre se ne sentono minacciate; come Russia e Arabia Saudita, che dipendono rispettivamente dal gas e dal petrolio.

Per la crescita economica globale, d’altra parte, rinunciare completamente alle energie fossili significa lasciare letteralmente sotto terra qualcosa come 100mila miliardi di dollari nei prossimi 30 anni. Ma si può davvero rinunciare al sogno di un mondo più pulito, senza petrolio e carbone, a causa della resistenza di chi rischia di esserne danneggiato? La risposta non può che essere negativa; tanto più che anche le obiezioni che solitamente vengono portate quando si parla di energie pulite sono destinate a essere archiviate.

Anche solo sfruttando lo 0,5% delle aree terrestri si potrebbe raccogliere tutta l’energia solare di cui si ha bisogno

Il costo energetico per la produzione di pannelli solari, che diventano più efficienti ogni anno che passa, si ripaga per esempio nel giro di qualche mese; producendo circa 30 volte l’energia richiesta per la produzione e l’installazione. Allo stesso modo, si calcola che anche solo sfruttando lo 0,5% delle aree terrestri si potrebbe raccogliere tutta l’energia solare di cui si ha bisogno. I deserti, insomma, potrebbero essere più che sufficienti. E infine, la grande incognita del trasporto dell’energia solare sta venendo rapidamente superata dalla produzione di batterie sempre più potenti e dal prezzo sempre più basso.

Se la corsa per impedire che il riscaldamento globale causi danni irreversibili e ancora più gravi di quelli che già oggi il nostro pianeta sta subendo avrà successo, insomma, il merito sarà soprattutto di due fattori: la grande crescita delle energie rinnovabili e l’innovazione tecnologica in grado di renderle sempre più efficienti. Non resta che darsi da fare.

l'autore
Le Macchine Volanti