fbpx Le macchine Volanti | La rigenerazione industriale e dei macchinari
La rigenerazione industriale e dei macchinari

La rigenerazione industriale e dei macchinari

19.11.2021 | Investire nella riqualificazione delle ex aree industriali vuol dire ridare valore per il territorio e la cittadinanza.

Anno dopo anno il numero dei siti industriali attivi in Italia diminuisce. Da decenni, infatti, il sistema produttivo è cambiato e spesso la produzione di beni impone la realizzazione di nuove strutture (con l’abbandono di quelle precedentemente utilizzate) o viene addirittura trasferita all’estero. Cosa fare delle strutture abbandonate? Lasciare che vengano dimenticate e seppellite dalla storia o provare a immaginare un futuro diverso? Anche la tecnologia progredisce e alcuni macchinari, un tempo essenziali, vengono sostituiti con apparecchiature più all’avanguardia e digitalizzate. Esiste tuttavia un’alternativa alla loro sostituzione: oggi in Italia c’è chi riesce a rendere utili ed efficienti per usi attuali spazi e macchinari industriali del passato.

Siti industriali che divengono musei, spazi comuni e teatri
Attraversando idealmente la penisola, di regione in regione, troviamo molteplici aree industriali dismesse posizionate in zone che hanno finito per acquisire il nome della fabbrica che veniva ospitata (magari preceduta dalla locuzione “ex”).

Per avere un’idea dei numeri di questo fenomeno basti pensare che solo a Roma si contano 195 siti in disuso. In Lombardia il censimento di tali strutture - portato avanti all’interno di un progetto di riqualificazione di tali aree - ha condotto addirittura alla realizzazione di una mappa interattiva liberamente consultabile.

Ecco quindi alcune storie di siti già rigenerati e restituiti alla comunità sotto forma di spazi pubblici come musei e teatri.

Il Teatro India a Roma
Roma è una città che ospita numerosi teatri le cui strutture valgono spesso da sole il costo del biglietto. In una zona centrale, a pochi passi dalla stazione di Trastevere, sorge il Teatro India, felice esempio di recupero di un sito  industriale. Il teatro nasce nella cittadella dell’ex MiraLanza - che, in parte, venne rilevata dal Comune di Roma per essere destinata a seconda sede del Teatro di Roma, dopo l’Argentina - a due passi dal Tevere e all’ombra del Gazometro. Dall’esterno l’edificio si presenta con tetti spioventi mentre lo spazio interno è suddiviso in tre navate dalle quali sono state recuperate tre sale armoniche. Gli spazi teatrali sono modulari e sono pronti ad ospitare diversi tipi di opere e articolazioni sceniche. Grazie all’ottima acustica, la struttura si presta ad accogliere spettacoli musicali.

Il Parco Dora a Torino
A Torino esiste un parco che non si limita a offrire alle persone momenti di svago all’aria aperta ma racconta un’epoca della storia industriale della città sabauda. Parliamo del Parco Dora (che prende il nome dall’omonimo fiume) che sorge là dove, fino agli anni ‘90, erano attivi grandi stabilimenti della Fiat e della Michelin. Oggi il parco, divenuto polmone verde e punto di aggregazione per i cittadini, è suddiviso in cinque aree che conservano i nomi degli stabilimenti produttivi una volta presenti (Vitali, Ingest, Valdocco, Michelin e Mortara). Alla possibilità di godere della natura, di fare passeggiate o praticare sport (anche grazie ai campi da gioco e alle rampe per gli skateboard) si aggiungono anche numerosi eventi che animano il parco durante l’anno. Non mancano esempi di arte contemporanea come i murales o i piloni-alberi fotografatissimi da chi visita il Parco Dora, insieme ad alcune vecchie ciminiere.

La storica tonnara di Favignana oggi è un museo
Siamo in Sicilia e qui, a Favignana e Formica, sorgeva l’ex Stabilimento Florio delle tonnare. Sorto nell’800, costituì il più moderno stabilimento industriale per la lavorazione del tonno dell’area mediterranea, potendo inoltre godere di alcune tra le migliori maestranze specializzate disponibili. In questa struttura il pesce veniva anche lavorato per essere conservato sotto sale e sott’olio. Lo stabilimento sopravvisse anche alla decadenza della dinastia imprenditoriale dei Florio, rimanendo operativo per parte del XX secolo. Il restauro, invece, è storia recente: nel XXI secolo sono iniziati i lavori per permettere di visitare quello che oggi è divenuto un museo. In questo spazio è possibile  ammirare i reperti archeologici delle Egadi di epoca greco-romana e punica che sono stati restituiti dal mare e tra i quali si annovera addirittura una fiasca contenente del vino. Non poteva mancare anche una mostra per far rivivere quella che era la quotidianità lavorativa dell’ex Stabilimento Florio e della pesca del passato.

La rigenerazione dei macchinari industriali
La rigenerazione industriale non riguarda solo i luoghi. In ottica di sostenibilità, ma anche di innovazione tecnologica e risparmio, sono tanti gli esperti che studiano nuove soluzioni per ridare vita o per allungare quella in corso di macchinari industriali altrimenti destinati alla rottamazione.

Vi sono aziende come Zerynth, che applicano soluzioni di retrofit perrecuperare e aggiornare vecchi impianti di produzione. In sostanza, grazie ai sensori che permettono la digitalizzazione dei processi produttivi (in comparti quali meccanica, automotive, logistica, refrigerazione industriale, nautica e agricoltura), si procede al revamping (ricondizionamento) dei macchinari già attivi, riducendo lo spreco di risorse, aumentando l’efficienza e riducendo l’impatto ambientale in un’ottica di economia circolare. Quelle oggetto di revamp solitamente sono macchine considerate obsolete e a basso livello di automazione che divengono, invece, macchinari intelligenti, innovativi, connessi, in ottemperanza ai dettami dell’industria 4.0, e quindi pronti per continuare a essere utilizzati.

La nuova vita di presse per lo stampaggio a iniezione
Un altro esempio di recupero di macchinari viene da Armal, azienda specializzata in bagni mobili, che aveva un parco macchine - composto da presse per lo stampaggio a iniezione di componenti in plastica di diverse dimensioni - con una vita media di 15-20 anni, un’età oltre la quale diveniva difficile monitorare lo status e il livello produttivo. Grazie a un sistema di sensori  si è potuto riconvertirle in  “oggetti connessi”, in grado di monitorare in tempo reale i parametri produttivi  e anche i consumi energetici. In questo modo è stato possibile  realizzare un considerevole risparmio e dati importanti sulla produzione come, per esempio, il tempo necessario per produrre ogni singolo pezzo.

La svolta verso tecnologie per una mobilità più sostenibile
Un ultimo esempio ci conduce invece al settore automobilistico. È il caso di Vitesco Technologies Italy, azienda che produce componenti per motori a combustione. Nel 2019 ha abbracciato una rivoluzione “verde” investendo nello sviluppo di tecnologie all’avanguardia per una mobilità sostenibile che, al contempo, riduca gli sprechi. L’intervento di revamp effettuato è riuscito a ottimizzare la produzione dei componenti per autoveicoli e a ridurre significativamente i costi operativi e gli errori di produzione. Il sistema, infatti, permette di prevedere i malfunzionamenti delle valvole pneumatiche minimizzando i tempi di fermo e il rischio che vengano prodotti degli scarti. Grazie alle tecnologie applicate e connesse tra loro,  ogni dato  è monitorato e tracciato per consentire di lavorare migliorando l’efficienza produttiva.

Illustrazione di Sofia Romagnolo

l'autore
Letizia Palmisano