La nostalgia analogica di Paolo Sorrentino

La nostalgia analogica di Paolo Sorrentino

12.11.2018 | Intervista al regista premio Oscar: "L'era delle pellicole non tornerà più, bisogna guardare avanti".

Riuscirebbe a passare un giorno intero senza telefono o controllare la mail?

Penso proprio di sì. Ho una grande passione per la nostalgia. Una giornata del genere mi consentirebbe di non sentire più la necessità di essere nostalgico. 

Che ricordi ha dell’utilizzo della tecnologia: il primo computer, la prima chiamata al cellulare e simili?

Ho ricordo di un certo stupore. Mi ricordo la prima volta che qualcuno mi ha mostrato Internet. Era uno studente fuori sede, andò sul sito della Ferrari. Per aprirlo, aspettammo ere geologiche e poi apparve questa scritta: Ferrari. E il logo. Nient'altro. Allora andammo a mangiarci una pizza. 

Quale app o sito controlla per prima la mattina?

Controllo i quotidiani. E poi mi lamento. Ma dato che c'è qualcosa d'insopportabile nel lamentarsi, preferisco glissare sulle ragioni della mia lamentela mattutina. 

Cosa vorrebbe nel suo smartphone che non ha?

Per quanto mi riguarda ha fin troppe cose. 

La tecnologia digitale ha migliorato o peggiorato la nostra vita?

Molto banalmente, penso che l'abbia peggiorata, ma ritengo che il mio giudizio sia viziato dalla mia appartenenza a una generazione che ha vissuto l'epoca indimenticabile della giovinezza in un mondo privo della tecnologia digitale.  

Le nuove tecnologie come hanno cambiato il mestiere del regista?

Sto disperatamente cercando di capirlo, ma avendo facoltà intellettive decisamente limitate, temo di non riuscire a venirne a capo. 

Fa più fatica oggi a trovare le competenze necessarie a svolgere il lavoro?

Non saprei rispondere. Ho trovato persone competenti vent'anni fa e ho cercato di tenermele ben strette fino a oggi. 

Ritiene che la tecnologia ci rende oggi più creativi rispetto al passato?

No. Ritengo che in molti casi la tecnologia soppianti l'indolenza, condizione necessaria per essere creativi. Ma poi "creativi" non vuol dir nulla. Bisogna solo lavorare, lavorare, lavorare. 

In generale è oggi più facile riuscire a realizzare un film?

Forse sì, ma il problema non è fare un film, è farlo bello. 

Qual è il suo rapporto con il mondo analogico e con le vecchie pellicole?

Non sono un feticista della pellicola. Ne ho nostalgia, perché ho cominciato con la pellicola e sono cresciuto col suo mito, ma comprendo anche che si tratta di un'era che non tornerà più e allora tanto vale provare a guardare avanti.  

l'autore
Le Macchine Volanti

Illustrazione: Andrea Settimo