La caduta di Twitter

La caduta di Twitter

30.08.2015 | Troppe news e poche relazioni: la crisi del social network viene da lontano.

Il senso complessivo della crisi di Twitter è sintetizzato nella curva del valore borsistico dell’azienda riferito agli ultimi mesi

La crisi di interesse nei confronti di Twitter è ben evidente anche in Italia (qui una infografica di Vincenzo Cosenza  che propone un confronto con Instagram)

Quello che simili grafici non spiegano è che la crisi di Twitter viene da lontano, fin dal momento in cui la piattaforma dei 140 caratteri scelse di diventare un aggregatore informativo, sostituendo il tono personale del “cosa sto facendo ora” con quello editoriale del “cosa sta succedendo ora”. Paradossalmente quell’intuizione fu un grande successo: Twitter nel giro di pochi anni si è trasformato nel feed informativo per eccellenza, malleabile e profondissimo, adatto alla gestione delle emergenze e con una certa affinità anche verso la comunicazione politica in senso lato. Ma così facendo è andato ad occupare uno spazio verticale che ha confini ben definiti: ha scelto di interessare molto alcuni gruppi di persone (gli amanti delle news, i giornalisti, i politici, lo show business) e molto meno altre, le persone normali, quella vasta maggioranza ormai abituata a non essere più silenziosa ma a partecipare da pari alle reti sociali. Al riguardo Luca Alagna ha scritto un’interessante analisi.

In ogni caso, ad un certo punto, dopo una parabola prevedibile, gli amanti delle news, della politica e del gossip sulle star del cinema sono stati raggiunti tutti (e alcuni di loro come sempre capita a un certo punto di sono stancati e hanno smesso di twittare), mentre gli altri, la grande maggioranza, quelli ai quali le relazioni interessano di più delle informazioni sono rimasti altrove. I giovani poi, che Twitter lo hanno sempre usato poco, hanno continuato a non usarlo.

Così Twitter oggi, a dispetto dei numeri, è uno strumento molto utile ma anche un po’ stanco: soprattutto è una piattaforma incompatibile con le pressanti e continue richieste degli investitori di portare ogni quadrimestre nuovi utenti e nuovo traffico. Per certi versi è anche un esempio efficace di una certa stolida rigidità del sistema borsistico (e a monte anche della catena di valore costruita dal capitale di ventura nei confronti delle start up) e dei suoi meccanismi. Per quelli che amano le notizie e le battute fulminanti nello spazio di un SMS la crisi di Twitter è un vero peccato.

l'autore
Redazione