Il rischio di bloccare le pubblicità

Il rischio di bloccare le pubblicità

30.08.2015 | Oltre 200 milioni di utenti utilizzano ad-blocker, ma rischia di diventare un cane che si morde la coda.

La metà degli utenti intervistati in questo studio di PageFair afferma di utilizzare gli ad blocker (i noti plugin che cancellano le pubblicità dalla navigazione web) perché ritiene esista un abuso sui suoi dati personali da parte della pubblicità. Il 41% dice che il continuo aumento del carico pubblicitario dentro le pagine web non consente altra soluzione: solo l’11% degli intervistati dice che non userà mai software del genere.

Questi punti di vista non sono stati un problema per molti anni: quando Adblock ed i suoi fratelli erano utilizzati da un numero modesto di internauti, quando – soprattutto – il modello basato sulla pubblicità non era rimasto (quasi) l’unico fra quelli praticabili sul web.

Nel giro di pochissimo tempo le cose sono mutate radicalmente ed oggi – sempre secondo lo studio di PageFair, effettuato con l’ausilio di Adobe, gli utenti di sistemi software che bloccano la pubblicità sono diventati in tutto il mondo oltre 198 milioni. Il 41% in più rispetto a solo un anno fa.

È il classico cane che si morde la coda: il valore dell’advertising sul web non cresce a sufficienza, gli editori aumentano in maniera aggressiva la presenza e l’invadenza dei banner pubblicitari sulle loro pagine, gli utenti disturbati pensano alle contromisure. Calcolare il mancato guadagno dovuto a quel 6% della popolazione Internet mondiale che blocca gli spot non è nemmeno troppo complicato: si parla di circa 22 miliardi di dollari di mancati introiti solo per il 2015. Soprattutto una simile crescita mette a rischio la sostenibilità di un modello che fino ad oggi è stato il solo a dare qualche certezza. Le cose cambieranno in fretta (in peggio) quando simili software saranno disponibili più massicciamente sui dispositivi mobili; cambieranno quando Safari, il web browser di Apple che copre oltre la metà della navigazione su mobile, renderà disponibile su iOS 9 un adblock nativo (accadrà nei prossimi mesi). Cambierà quando la pubblicità dovrà iniziare a immaginare nuovi percorsi per raggiungere l’attenzione dei navigatori, magari – se fosse possibile – senza urtarli troppo.

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Redazione