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Il futuro nella gestione dei rifiuti: come la tecnologia aiuta il circolo virtuoso riduzione-riciclo-riuso

Il futuro nella gestione dei rifiuti: come la tecnologia aiuta il circolo virtuoso riduzione-riciclo-riuso

28.10.2021 | In pochi anni è prevista una rivoluzione nella gestione dell'intero ciclo dei rifiuti: ecco i vantaggi.

Le tecnologie digitali si stanno progressivamente facendo spazio anche nella gestione dei rifiuti. Si tratta di applicazioni forse ancora limitate, alcune delle quali in fase di test, ma il trend è chiaro: i grandi passi in avanti dello sviluppo tecnologico degli ultimi anni stanno coinvolgendo anche il mondo dei rifiuti, che solitamente è meno ricettivo sulle novità rispetto ad altri settori. Secondo l’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA), l’utilizzo del digitale lungo tutta la filiera avrà un impatto significativo sulla sostenibilità del comparto e sulla transizione circolare.Tra le tecnologie al centro di questa evoluzione ci sono la robotica, l’Internet delle cose, il cloud computing, l’intelligenza artificiale e l’analisi dei dati.

Il digitale migliora infrastrutture e servizi nelle aree urbane, anche in questo senso. Nelle Smart City grazie alla tecnologia è possibile aumentare la qualità della vita e il livello dei servizi offerti ai cittadini assicurando al contempo sostenibilità ambientale e una governance efficace. E tra le opportunità riservate dalle nuove città intelligenti ci sono anche la possibilità di efficientare la raccolta dei rifiuti, oltre a quella di responsabilizzare cittadini e imprese, raccogliere dati utili e favorire la rintracciabilità degli scarti.

L’intero processo di raccolta e gestione dei rifiuti ad esempio può essere ottimizzato grazie all’archiviazione, all’elaborazione, all’analisi e alla successiva ottimizzazione delle informazioni. Ogni singolo dato infatti, compresi quelli sullo stato d’avanzamento dell’attività o su eventuali incidenti, può essere monitorato in tempo reale e, grazie all’utilizzo di algoritmi, è possibile trovare le opzioni più adatte per l’allocazione di risorse, come forza lavoro o veicoli. Tra le tecnologie più utilizzate in questo ambito ci sono i sistemi di routing, i software di navigazione e di localizzazione dei veicoli, i sistemi ERP (Enterprise Resource Planning).

Anche l’internet delle cose ha iniziato a ritagliarsi un suo spazio grazie a etichette intelligenti e  sensori applicati all’interno dei bidoni per monitorare i livelli di riempimento e dialogare in tempo reale con i veicoli di raccolta e i cittadini. Un’innovazione già applicata in diversi territori italiani. A Bologna ad esempio è già attiva la possibilità di aprire i cassonetti per la raccolta dei rifiuti indifferenziati tramite l’app smartphone “Rifiutologo”. Fornisce indicazioni sullo smaltimento, segnala la presenza della stazione ecologica più vicina per i rifiuti speciali o ingombranti, segnala, anche, al cittadino i cassonetti se sono troppo pieni. Tra le app che aiutano nella gestione della raccolta differenziata dei rifiuti, merita una menzione anche Junker, per differenziare in maniera corretta e veloce i rifiuti domestici riducendo il margine di errore quando si butta via qualcosa. In questo caso occorre la fotocamera dello smartphone, che scansiona i codici a barre sugli imballaggi, riconosce il prodotto, lo scompone nei suoi materiali e indica come smaltirlo correttamente. Alcune aziende italiane, inoltre, (tra queste anche Eurven, che si occupa di progettazione e di produzione di sistemi per la riduzione del volume dei rifiuti) hanno addirittura previsto una remunerazione per gli utenti che utilizzano i compattatori dei rifiuti: viene rilasciato uno scontrino valido come buono per la spesa. E potrebbe essere solo l’inizio. Il passo successivo, infatti, sono i sistemi di tracciamento della quantità di rifiuti prodotta, così da rendere realizzabile un modello “pay-as-you-throw” (“paga ciò che getti”) e quindi una fatturazione più equa che rifletta la quantità di rifiuti generati ed eventualmente anche la conformità della raccolta.

Per ridurre l'impatto ambientale dei rifiuti indifferenziati (come cattivi odori e produzione di biogas), anche nel nostro Paese sta prendendo piede la biostabilizzazione, ovvero uno speciale trattamento costituito da diverse fasi. In cosa consiste? Un primo trattamento meccanico del rifiuto indifferenziato separa le due frazioni, quella secco-leggera e quella umida. Un successivo trattamento biologico della frazione umida stabilizza le componenti organiche degradabili. Infine, viene trattata la frazione secco-leggera, attraverso il recupero, il riuso o la valorizzazione energetica. Gli obiettivi principali di questo trattamento sono la stabilizzazione della frazione organica, una igienizzazione della massa, la conseguente riduzione del volume e della massa dei materiali trattati. Perché questo processo risulta particolarmente utile? Sicuramente per ridurre l'apertura giornaliera delle discariche, con conseguente abbattimento delle emissioni di metano, recupero di biogas ed eventualmente di Combustibile Derivato dai Rifiuti da inviare in appositi impianti.

Alla base di un corretto ciclo di gestione dei rifiuti c’è inoltre la consapevolezza che le risorse utilizzate non sono infinite, così come non lo è la capacità di smaltimento dei rifiuti. Ecco perché tra le novità più interessanti del panorama ci sono i termovalorizzatori del futuro. Un esempio è certamente l'Amager Resource Center di Copenaghen, che oltre a essere tecnologicamente avanzato al suo interno, si integra perfettamente con l’ambiente circostante con un design d’avanguardia e alla cui sommità sono stati installati alberi e impianti di risalita che permetteranno a Copenaghen di avere presto la sua prima montagna dove i cittadini potranno sciare, fare escursioni, arrampicarsi e godere di viste panoramiche sul contesto urbano e naturale da un nuovo e insolito punto di vista. Anche se non può essere definito al 100% un impianto “green”, ha il pregio di migliorare la percezione di questa tipologia d’impianti rendendoli al tempo stesso utili per altre attività cittadine, tra cui il recupero di aree dismesse o da riqualificare.

Un aiuto all’adozione di nuove tecnologie nel mondo dei rifiuti potrebbe arrivare dal Recovery plan, secondo cui la gestione dei rifiuti rappresenta una delle opportunità che l’Italia dovrà saper cogliere, non solo per favorire una ripresa duratura e resiliente dell’economia, ma soprattutto per compiere un passo verso il futuro. Un programma ambizioso, che consentirà di colmare lacune impiantistiche e gestionali, e allo stesso tempo di migliorare significativamente i dati medi nazionali e di raggiungere gli obiettivi previsti dalla nuova normativa europea e nazionale.

Non possiamo dimenticare, d’altro canto, che l’ottimizzazione della gestione dei rifiuti è una condizione necessaria ma non sufficiente per assicurare un futuro sostenibile al nostro pianeta. Prima ancora che i rifiuti diventino tali, e serva pertanto un ciclo di lavorazione per separarli, smaltirli o riciclarli, è importante accelerare sempre di più sulle pratiche di riuso, sulla possibilità cioè di donare una nuova vita a prodotti e oggetti puntando sulla loro rifunzionalizzazione anche a livello domestico. Dobbiamo imparare ad alleggerire i nostri sacchetti dei rifiuti per alleggerire la nostra impronta sull’ambiente.

Illustrazione di Goran Romano

l'autore
Bernardo Mannelli