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Guida autonoma: il vero futuro delle auto?

Guida autonoma: il vero futuro delle auto?

03.09.2021 | Le auto a guida autonoma corrono veloci verso un futuro che le vede protagoniste.

Sono molti i recenti sviluppi in questo campo: mentre in Francia è stata varata una delle prime normative europee per consentirne la circolazione immediata, in Italia ci sono startup che pensano già a come adattare l’intelligenza artificiale allo stile di guida del conducente. 

Negli USA, dove Tesla e Google-Waymo portano avanti da anni progetti sperimentali e innovazioni tecnologiche, si parla da tempo di taxi autonomi realizzati da parte di case automobilistiche come Ford, mentre tutti i grandi player, da Volkswagen a Mercedes passando dalla cinese Xiaomi, progettano veicoli elettrici con guida automatizzata da immettere nel mercato nel giro di pochi anni.Ma quali sono le innovazioni, le caratteristiche tecniche e le promesse di progresso tecnologico e umano che questi mezzi presentano? Vediamole insieme.

I vantaggi delle vetture a guida autonoma per le persone

Sicuramente uno dei più immediati che si presentano ai nostri occhi è quello di ottenere strade più sicure. In Italia nel 2019 sono avvenuti 172.183 incidenti stradali con lesioni, contando 3.173 vittime e 241.384 feriti. Negli USA hanno perso la vita 36.096 persone nello stesso anno.
Le auto autonome, grazie ai continui avanzamenti delle tecnologie che le regolano, danno la possibilità di ridurre sensibilmente le possibilità di incidenti sulle strade, senza contare la capacità di bypassare comportamenti rischiosi come la guida in stato di ebbrezza, gli eccessi di velocità e le continue distrazioni, prendendo il volante in modo automatico quando necessario.

A questo primo vantaggio si lega a doppio filo il tema della riduzione del traffico sulle strade: meno imprevisti e maggiore automazione nella guida significano meno congestione e un aiuto concreto a conducenti con guida incerta o, appunto, distratta. 

Alcuni studi di istituti specializzati nell'ingegneria dei trasporti (Rutgers University, Temple University) spiegano che le auto a guida autonoma, con la capacità di adattare la velocità in base al traffico, eliminano lo “stop and go” che spesso determina gli ingorghi fantasma.

Ridurre gli incidenti significa poi evitare le spese per riparazioni e assicurazioni. Aspetti che da parte del cittadino non possono che essere apprezzati, accanto a un risparmio di carburante dovuto all’ottimizzazione delle condizioni di guida grazie a un cruise control sempre più automatizzato. 

A questo possiamo aggiungere un vantaggio come l’annullamento del tempo “sprecato” nell’impegno della guida attiva, magari in mezzo a uno stressante traffico. Il guadagno di minuti - se non addirittura ore - da dedicare ad attività differenti o al semplice relax, mentre l’auto si sposta, è indubbiamente un elemento positivo. 

E a proposito di tempo prezioso: farà sorridere anche l’idea di non dover più girare come pazzi per trovare un parcheggio. Le auto senza conducente saranno in grado di fare questo noioso lavoro sollevandoci dallo stress della caccia al posto libero. 

C’è poi un ultimo aspetto da non sottovalutare: quello della maggiore accessibilità ai veicoli a motore anche per persone con handicap e disabilità, che finora si sono viste negare la possibilità di andare su strada in modo autonomo. Anche in casi di problemi di salute debilitanti, poter automatizzare la guida rappresenta un’occasione di indipendenza e maggiore inclusività sociale. 

Auto a guida autonoma: come funzionano
Come funziona concretamente un’auto a guida automatizzata? Proviamo a “mettere su strada” alcune informazioni utili: c’è ovviamente molta curiosità attorno a questi veicoli, che per molte persone al momento rimangono ancora legati a un immaginario da film di fantascienza (vedi Atto di Forza, con Arnold Schwarzenegger).

Questo tipo di veicoli sono letteralmente degli smart object basati su una combinazione di hardware e intelligenza artificiale, in modo da avere una capacità di visione e analisi di ciò che li circondano, prendendo in tempo reale decisioni in base alle modifiche dell’ambiente in base al movimento. 

Si tratta di tecnologie come radar, sensori a ultrasuoni e LiDAR, ovvero sistemi di stima di distanza e velocità degli oggetti attorno all’auto; videocamere per decodificare i segnali stradali, altri veicoli e pedoni; GPS e IMU (Inertial Measurement Unit) per navigare e direzionare il mezzo sia attraverso l’uso di satelliti che accelerometri e anche giroscopi se ci troviamo in condizioni di interferenze o disturbi che limitano i collegamenti.

Tutti questi dati, infine, vengono dati in pasto ai computer di bordo  delle auto che attraverso gli algoritmi di machine learning elaborano in una frazione di secondo le informazioni necessarie a procedere in modo automatizzato e sicuro, in alcuni casi prevedendo anche già scenari possibili in un lasso di tempo futuro. Per chiarire ancora meglio come funziona la guida autonoma su un’auto, facciamo riferimento ai professionisti della SAE (Society of Automotive Engineers), grazie alla quale abbiamo una precisa definizione dei sei livelli di automazione che riguardano la guida automatica. 

I primi tre sono essenzialmente una guida quasi interamente umana e necessita di attenzione e supervisione costante da parte del conducente, chiamato a sterzare, accelerare, frenare e compiere altre azioni fondamentali. Si parte dal livello 0: nessuna automazione, controlli manuali, vengono segnalati soltanto anomalie e rischi per il conducente (auto fuori dalla corsia, frenata d’emergenza). Con il livello 1 l’automazione è blanda, come controllo e stabilizzazione della velocità impostata o mantenimento dell’auto in corsia. Con il livello 2 l’automazione e limitata, con il sistema dell’auto che può sterzare o accelerare, con il conducente che comunque può prendere il controllo in ogni momento.
I successivi livelli invece, come specifica la SAE, non prevedono una guida attiva del conducente. Il livello 3 prevede un’automazione leggera. L’auto svolge la maggior parte dell’attività di guida in condizioni “normali” stabilite. In caso di forte traffico, per esempio, i comandi vengono restituiti al guidatore umano. Livello 4: Automazione forte. L’auto si guida da sola in aree selezionate e a condizioni precise. La presenza umana è ancora attiva ma già si potrebbero togliere pedali e volante. Infine, il livello 5: Automazione totale. L’auto è completamente indipendente in qualunque circostanza e non è richiesta supervisione umana in nessun frangente.

 

Guida autonoma e ambiente: una vera boccata d’ossigeno
La maggior parte dei veicoli senza conducente che oggi vengono prodotti e testati sono già completamente elettrici. In uno scenario dove tra pochi anni la carica delle batterie dell’auto potrà derivare da energia pulita, questa è una mossa decisiva per la  salute del pianeta.
C’è poi da considerare che le auto autonome usano molta meno energia durante la guida, grazie alla normalizzazione della velocità, senza utilizzo eccessivo di freni e acceleratore.
Ma veicoli senza conducente significa anche meno auto per famiglia: un solo mezzo può portare i bambini a scuola, i genitori al lavoro e poi parcheggiare fino al momento di ritornare a casa, riducendo la necessità di avere 2 o 3 auto diverse per nucleo familiare per le esigenze dei singoli componenti.
Migliori spostamenti, e minore frequenza degli stessi, significa anche la possibilità di un ripensamento urbano che valorizzi spazi pedonali e ciclabili, o aree verdi che migliorano la qualità dell’aria.Senza contare che non ci sarà più l’esigenza di “abitare in centro” per raggiungere comodamente, senza perdita di tempo, i luoghi che ci interessano per lavoro e svago, permettendo alle persone di abitare anche in zone periferiche senza disagi.
Non resta che seguire con interesse tutti gli ulteriori sviluppi di questa promettente svolta tecnologica, che avrà nel prossimo futuro anche importanti ricadute sullo stile di vita di tutti noi. 

Illustrazione di Luca Tagliafico

 
l'autore
Giacomo Lucarini