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Food e agroalimentare, il futuro è smart

Food e agroalimentare, il futuro è smart

23.04.2021 | Piattaforme, marketplace e app hanno rivoluzionato il modo di fare impresa nell’agrifood e nella ristorazione.

Oltre un anno fa il nostro mondo è cambiato. Chiusure, restrizioni, zone rosse hanno imposto un nuovo stile di vita e per le aziende la necessità di reinventarsi in tutte le attività della filiera. Tra i settori che più hanno innovato il modo di lavorare, soprattutto grazie alla digitalizzazione, vi sono quelli del mondo della ristorazione e dell’agroalimentare.

Il delivery e il take away sono diventati routine per pranzi e cene, ma anche per fare la spesa riuscendo ad abbattere oltretutto le distanze tra produttori diretti - come agricoltori e allevatori - e consumatori. Ma non solo. Nel momento in cui a lungo non ci si è potuti incontrare, con anche i mercati vietati, il web ha incrementato la sua funzione nello storytelling, nel far scoprire cosa c’è dietro a un prodotto, un piatto o la storia di un ingrediente.

Ecco quindi alcuni degli strumenti digital, piattaforme e app interessanti per l’agrifood.

Reinventarsi grazie al delivery 2.0
A serrande abbassate molti hanno allestito vetrine virtuali grazie alla digitalizzazione: dalle pagine social agli e-commerce sono tanti gli attori del food che hanno creato il loro marketplace online per raggiungere le tavole degli italiani.

Nel settore dell’ho.re.ca (Hotel-Restaurant-Catering) Deliveristo - il marketplace digitale B2B che mette in contatto ristoratori e chef con i fornitori - è stata tra le piattaforme più apprezzate, sfruttata per fare un salto di qualità nella digitalizzazione degli attori della filiera agroalimentare, con un mercato virtuale che fa da punto di incontro e marketplace tra ristoratori, fornitori e produttori.

Quando la cassa diventa digital
Fatturazione
, emissione scontrini, gestione dei prodotti in magazzino. Molte attività di prossimità erano abituate a fare tutto ciò direttamente presso il proprio punto vendita. Diventare digital per attività come i ristoranti che si sono spesso riconvertiti al delivery e take away in maniera preponderante, ha voluto dire gestire gli ordini e i conti anche a distanza. A rispondere in maniera efficace a tali esigenze è intervenuta ad esempio Scloby, nata all’interno dell’incubatore d’impresa I3P ha permesso ai suoi clienti di realizzare gratuitamente fino al 31 marzo 2021 un sito ecommerce pensato per la user experience del cliente (dalla consultazione dei prodotti e del menù alle modalità di ordinazioni e pagamento online).

Tra le storie di chi usa la app ha fatto notizia Bufalapiù, azienda agricola a conduzione familiare da generazioni che con il punto cassa di Scloby è riuscita a passare da 179 ordini del 2019 ai 13.400 del 2020 sull’ecommerce.

Una curiosità: sul fronte del delivery la regina delle pietanze si è confermata la pizza ma sono andate diffondendosi altre forme di cucina come i semi pronti che hanno riguardato anche la pizza stessa. Si tratta solitamente di box con la formula “fai da te” semplificata in cui vengono forniti gli ingredienti e le preziose guide per poter sfornare il piatto pronto e caldo con semplicità.

Dal campo alla tavola: gli agricoltori italiani si creano il proprio marketplace
Per superare la crisi e dare impulso al mercato agroalimentare degli agricoltori italiani la CIA (Confederazione Italiana Agricoltori), in collaborazione con JP Morgan, ha lanciato Dalcampoallatavola.it per consentire ad agricoltori e allevatori di posizionare sul web i propri prodotti e raggiungere direttamente i propri affezionati clienti che non possono recarsi nei punti vendita e nelle aziende agricole.

Le performance delle aziende agricole hanno infatti risentito degli effetti della pandemia, con una flessione del 3,8% del valore aggiunto nel 2020.

Ma al contempo le vendite del food online hanno segnato un incremento del 134% nel 2020, segno che la digitalizzazione può essere la porta diretta per uscire dalla crisi dei consumi agroalimentari italiani dovuti dal Covid.

Dalla spesa ai regali (come accaduto a Natale), sono molti coloro che hanno riconvertito in tutto o in parte gli acquisti agrifood direttamente da negozi online.

Dalcampoallatavola.it si rivolge in particolar modo a tutte quelle aziende agricole che da sole non riuscirebbero a gestire un e-commerce in autonomia. Con l’aggregazione di un ampio numero di produttori - rileva la CIA - si potranno offrire panieri di eccellenze made in Italy molto diversificati ai consumatori, garantendo la sicurezza nei pagamenti e una logistica sostenibile.

Sarà inoltre presente una sezione per il prodotto fresco attraverso un sistema di geo-localizzazione, che mette in contatto diretto l’acquirente con i venditori a lui più vicini.

Le etichette parlanti per innamorarsi del vino giusto
Qual è la storia che c’è dietro a un vino? Per far parlare l’etichetta Etilika, l’enoteca specializzata nella vendita online su tutto il territorio nazionale di vini e alcoolici, ha lanciato i Winecast: le bottiglie raccontate da chi le produce. I “podcast” - ascoltabili sul sito di Etilika - sono realizzati dai produttori stessi, chiamati a presentare i vini selezionati dalla piattaforma per consentire ai clienti di ascoltare direttamente dalla voce del produttore la descrizione del vino che stanno acquistando e di avere quel contatto diretto con la cantina che neanche in enoteca è possibile vivere.

I Winecast di Etilika saranno fruibili anche su Loquis, piattaforma di geo podcasting, con l’obiettivo di promuovere e rilanciare l’eno-turismo in Italia quando si potrà ricominciare a viaggiare alla scoperta delle eccellenze enologiche italiane.

Il pos senza abbonamento anche a domicilio
Sempre più persone preferiscono pagare con la moneta elettronica. Complici anche gli incentivi governativi come il cashback sono sempre più le persone che preferiscono usare il bancomat. Così oramai è difficile trovare in un mercato di produttori diretti, inclusi quelli aperti solo un giorno o nei fine settimana, un agricoltore che non ne sia dotato. Parliamo dei Pos mobili che - a seconda dei servizi e abbonamenti - consentono spesso di far pagare i clienti senza dover nemmeno attivare abbonamenti con le banche, come il caso di Sumup. Ma non solo.

Durante il lockdown e le quarantene sono molti quelli che hanno avuto difficoltà a ritirare i contanti e i Pos mobili si sono rivelati fondamentali anche nel delivery con le consegne a domicilio pagate al volo con un tocco di bancomat. Per chi vuol mantenere la distanza - ci spiegano da SumUp, è oggi anche possibile effettuare pagamenti cashless semplicemente partendo da un link da mandare al cliente. In questi casi, infatti, il commerciante dovrà semplicemente inviare un link via mail o anche semplicemente via WhatsApp, SMS o social al cliente, che inserirà sul proprio smartphone i dettagli del pagamento per effettuare la transazione.

Inoltre SumUp ha recentemente acquisito Tiller, tra i servizi digitali leader in Europa per commercianti e ristoratori, per avere a disposizione ancora più soluzioni innovative per sostenere un comparto strategico per tutto il Paese come quello della ristorazione.

L’high tech, insomma, si sta rivelando un insospettabile nuovo ingrediente della vostra pizza preferita.

Di necessità virtù, la crisi globale ha innescato una rivoluzione digitale che consentirà ai prodotti della tradizione enogastronomica italiana di esplorare nuovi territori e per i consumatori di continuare a degustare i cibi che più amano.

l'autore
Letizia Palmisano