Ecco come faremo la spesa in un futuro molto vicino

Ecco come faremo la spesa in un futuro molto vicino

24.09.2018 | Telecamere, sensori sugli scaffali, niente casse e conto addebitato in automatico: i supermercati diventano smart.

In un momento di crescita esponenziale dell’ecommerce, la corsa tra aziende si sta spostando sui supermercati fisici. Che per stare al passo con gli sviluppi della tecnologia devono essere sempre più intelligenti. L’ultima in ordine di tempo è stata Microsoft che, secondo quanto riportato per prima da Reuters, ha deciso di lanciarsi nello sviluppo di un negozio senza casse, cassieri e code infinite di carrelli.

Alla base di questa rivoluzione nel campo degli acquisti c’è lo sviluppo di una tecnologia capace di comprendere quali sono i prodotti che i clienti hanno preso dagli scaffali, in modo da effettuare il conto totale in automatico e addebitarlo direttamente sulla carta. Un sistema che potrebbe basarsi su telecamere e sensori posizionati tra le corsie e sull’intelligenza artificiale, ma che non è ancora stato svelato dall’azienda.

Il tutto avverrebbe interagendo con il cloud, uno dei settori in cui la casa di Redmond è specializzata. Ma uno dei problemi principali rimane quello di ridurre al minimo i costi di un sistema così avanzato in un settore come quello delle vendite dei supermercati che, già di per sé, offre pochi margini di profitto e un costo elevato per il personale (che però, grazie all'automazione, calerebbe).

Altra questione ancora da chiarire è se Microsoft stia sviluppando la tecnologia per utilizzarla all’interno di un suo negozio o per metterla al servizio di altre aziende che vogliono adottare queste innovazioni. Quel che è certo è che queste indiscrezioni pongono il colosso fondato da Bill Gates in diretta concorrenza con Amazon anche nel settore del retail.

 
Il cliente viene identificato all’ingresso tramite la scansione dell’app sullo smartphone

Il gigante dell’ecommerce è infatti uno dei pionieri nella realizzazione di supermercati intelligenti. All’inizio di quest’anno ha aperto a Seattle il suo primo negozio automatizzato, in cui il cliente viene identificato all’ingresso tramite la scansione dell’app sullo smartphone, la merce nel carrello è monitorata attraverso il complesso sistema di telecamere installate sul soffitto e il conto addebitato in automatico.

La domanda che sorge spontanea è se ci sia qualche modo per ingannare il negozio: un giornalista del New York Times ci ha provato, avvolgendo una bibita in una borsa prima di prenderla dallo scaffale. All’uscita gli è comunque stata addebitata, segno che il sistema di riconoscimento ha funzionato in maniera brillante.

Amazon ha anche pensato a chi potrebbe provare a sottrarre una confezione in più di un certo prodotto: in questo caso a rilevare l’anomalia sono i sensori posizionati sugli scaffali, in grado di monitorare costantemente il peso della merce e capire perciò quanta ne è stata prelevata di volta in volta.

Altra questione aperta è quella della privacy, legata alla presenza di così tante telecamere in un negozio. Come riporta TechCrunch, il sistema è studiato per monitorare la persona e i prodotti che acquista, ma senza ricorrere al riconoscimento facciale e di conseguenza alla sua identificazione. La tecnologia si è dimostrata anche piuttosta precisa nel distinguere persone vestite in maniera simile.

Nessun cassiere in negozio, dunque; ma questo non significa che debbano scomparire anche tutte le altre figure presenti nei normali supermercati: commessi che riforniscono gli scaffali, addetti ai freschi e personale nell’area degli alcolici. Senza contare le persone che, almeno per il momento, devono controllare che il sistema di telecamere e l’algoritmo funzionino in modo corretto. Insomma, per parlare di totale sostituzione degli impiegati umani è ancora presto.

 

L’esperimento non sarà però isolato: Amazon ha annunciato che aprirà un secondo negozio intelligente a Seattle e dovrebbero arrivarne anche a San Francisco e Chicago. A inizio anno, Recode scriveva che l’obiettivo dell’azienda è l’inaugurazione di 6 supermercati entro la fine del 2018: le tempistiche, però, rimangono un’incognita, dato che l’apertura del primo è stata ritardata di oltre un anno.

La scelta di Amazon di puntare su negozi fisici e non solo sull’ecommerce è anche una chiara sfida alla catena americana di supermercati Walmart. Una competizione che si è incendiata quando l’azienda di Bezos ha rilevato per quasi 14 miliardi di dollari Whole Foods, marchio che vende generi alimentari in oltre 450 negozi negli USA. Una circostanza che ha fatto venire meno la tradizionale linea di separazione tra ecommerce e acquisto tradizionale.

Non a caso, Walmart ha potenziato in risposta il servizio di consegne a domicilio di prodotti alimentari. Ma gli sforzi della catena in questa direzione sono proseguiti dando vita al programma Jetblack per la consegna di prodotti ordinati dai clienti via smartphone. Non solo: già nella scorsa estate, Walmart aveva raggiunto un accordo con Google per facilitare gli ordini attraverso assistenti virtuali, sfidando direttamente Alexa di Amazon. Da qualche settimana ha invece annunciato una partnership con Microsoft per l’utilizzo dei suoi servizi cloud nella gestione dei dati legati al retail.

Mentre il colosso di Seattle metteva a punto Amazon Go, anche Walmart ha provato a sperimentare tecnologie da inserire in un suo supermercato intelligente. In particolare aveva iniziato a introdurre in diversi punti vendita il sistema “Scan and go”. Il cliente utilizzava un lettore di codice Qr per scansionare la merce e fare autonomamente il conto totale della spesa.

Questa veniva poi pagata attraverso l’app Walmart Pay: un sistema che anche in questo caso prevedeva l’assenza di casse. Ma l’utilizzo del tempo passato nella descrizione non è casuale: la catena ha infatti abbandonato la tecnologia perché non c’era stata una buona partecipazione da parte dei clienti. Come ha notato Business Insider, Walmart dovrà capire come spingere le persone abituate a una tipologia di spesa tradizionale ad adottare tecnologie digitali più avanzate.

Ma al di là dello “Scan and go”, che comunque continua a essere utilizzato da altre catene americane come Kroger, le novità a cui Walmart sta lavorando sono diverse. Come scrive The Verge, una di queste è lo sviluppo di droni-assistenti che siano in grado di aiutare la clientela con i prodotti: un’idea che finora ha solamente la forma di un brevetto depositato.

 

L’incubatore Store No 8, messo in piedi da Walmart per sviluppare tecnologie capaci di rivoluzionare il mondo del retail, sta lavorando invece su nuove soluzioni legate alla realtà virtuale. Un modo per regalare, grazie a un visore, un’esperienza immersiva ai clienti, a cavallo tra l’acquisto tradizionale e quello online.

Fuori dagli Stati Uniti, è in Cina che va in scena la corsa a realizzare supermercati hi-tech, che vede protagonisti Alibaba e JD. Quest’ultima ha da poco aperto la catena 7Fresh di negozi privi di personale: il loro lavoro viene sostituito dalla computer vision e da chip che identificano la spesa fatta dal cliente. Il pagamento alla cassa viene poi concluso attraverso il riconoscimento facciale.

Una mossa che è stata una risposta all’apertura da parte della concorrente Alibaba di 35 negozi Hema nel paese: un business che riesce a coniugare l’ordine dei prodotti online e la presenza di un negozio fisico. I clienti, una volta arrivati al supermercato, non devono fare altro che ritirare le borse della spesa e saldare il conto, anche in questo caso attraverso la scansione del volto. Un aspetto che fa capire quanto in Cina ci sia ancora una minore sensibilità sulle questioni intorno alla privacy e alle tecnologie di riconoscimento.

Sempre la Cina è teatro di quello che possiamo considerare, al momento, più un curioso esperimento che una reale possibilità. Wheelys Moby Store è un piccolo supermarket che letteralmente raggiunge l’utente: montato su un veicolo a guida autonoma, disponibile 24 ore al giorno e completamente automatizzato, è capace di muoversi verso le persone che hanno richiesto di fare acquisti. Una tecnologia che ribalterebbe il tradizionale concetto di spesa che abbiamo conosciuto finora.

In attesa che Amazon Go arrivi in Europa, le catene del Vecchio Continente non sono comunque restate con le mani in mano: ultimamente la più attiva è stata Carrefour, che ha siglato intese con Google e la cinese Tencent per lo sviluppo di modalità di spesa intelligente. Con il colosso di Shenzhen è stato lanciato un supermercato hi-tech a Shanghai, chiamato Carrefour Le Marché, sulla scia del modello Hema di Alibaba. Con l’azienda di Mountain View è iniziata invece una collaborazione per rendere possibile effettuare l’ordine online dei prodotti attraverso servizi di Google e gli speaker intelligenti Google Home.

In questa corsa a rendere smart l’acquisto in corsia, l’Italia sembra ancora piuttosto indietro, anche se paradossalmente il primo esperimento risale ormai al 2015. Si tratta del Supermarket of the Future ideato dalla Carlo Ratti Associati e realizzato dalla Coop a Milano come un progetto pilota in occasione dell’Expo del 2015. Il supermercato è stato aperto nel capoluogo lombardo alla fine del 2016, arricchendo le tradizionali strutture con tavoli interattivi, scaffali intelligenti e visualizzazione di dati in tempo reale che permettono di conoscere proprietà nutritive, origine del prodotto e presenza di possibili allergeni negli alimenti.


 

l'autore
Enrico Forzinetti