fbpx Le macchine Volanti | eBook, una storia ancora da scrivere
eBook, una storia ancora da scrivere

eBook, una storia ancora da scrivere

28.01.2022 | I libri digitali non hanno mai sostituito quelli tradizionali, ma sono tornati a crescere in termini numerici.

All’inizio del XX secolo, lo scrittore Pirandello fece affermare al suo Mattia Pascal che «i libri pesano tanto: eppure, chi se ne ciba e se li mette in corpo, vive tra le nuvole». Chissà se, nell’era degli eBook, la riflessione del protagonista sarebbe la stessa. La diatriba tra i puristi, coloro che continuano a prediligere il formato cartaceo, e gli innovatori che invece hanno già abbracciato con soddisfazione quello digitale, va avanti fin da quando quest’ultimo si è palesato, prima in qualità di semplice file e poi su lettori dedicati. Un confronto con tutta probabilità destinato a non esaurirsi mai del tutto, almeno finché non si arriverà a considerare le due possibili incarnazioni di un libro complementari e non in contrapposizione, un po’ come si è fatto nel corso degli ultimi due decenni in ambito discografico.

Su carta o in digitale, un libro è un libro
Se i più conservatori continuano tutt’oggi a tenere in mano e a sfogliare i volumi tradizionali, l’utilità della spinta rinnovatrice in questo campo è però fuori discussione, anzitutto dal punto di vista della sostenibilità economica del mercato dell’editoria che certo non poteva ignorare le nuove dinamiche di fruizione dei contenuti. L’ultimo rapporto condiviso dall’Associazione Italiana Editori, relativo al 2020 e al solo nostro paese, stima in circa 42 milioni di euro l’incremento dei profitti derivanti dalla vendita delle opere in versione digitale rispetto ai dodici mesi precedenti, da 388 a 430 milioni complessivi. Opere che includono anche gli audiolibri, il cui consumo in Italia, nell’ultimo anno, è cresciuto notevolmente in particolare dopo l’incremento dovuto dalla pandemia, inserendo l’audio entertainment, a pieno titolo, nella quotidianità delle persone.

Un giro d’affari controllato oggi da poche grandi realtà, che però potrebbe beneficiare dell’adozione del cosiddetto “Web 3”, una Internet fondata su sistemi completamente decentrati come la blockchain, che permetterebbe maggiore libertà di scelta per quanto riguarda dispositivi e piattaforme.

Nel rapporto AIE registra un segno positivo anche la produzione, con gli eBook che hanno fatto segnare un +7,2% (considerando esclusivamente le nuove uscite), a fronte di un -5,9% per quelli su carta. Una tendenza dovuta almeno in parte alle scelte operate dagli autori emergenti e da chi decide di pubblicare il frutto della propria creatività da sé, oppure facendo ricorso ai circuiti indipendenti.

L’ipotesi più accreditata è che assisteremo a un consolidamento del trend, con una ulteriore crescita significativa a livello globale spalmata sul prossimo quinquennio, complice l’irreversibile percorso di digitalizzazione che sta interessando anche il mondo della scuola. Se l’accesso alle risorse online non è più un tabù, né sui banchi in aula né per le attività di studio a casa, perché non pensare a togliere dallo zaino quei pesanti tomi pirandelliani e mettere tutto o quasi in una memoria, sotto forma di bit? Per ora la risposta delle scuole, e quindi anche dell’editoria scolastica italiana, è stata abbastanza timida: esistono diverse piattaforme per eBook scolastici, ma per il momento quasi mai la vendita del volume può prescindere dall’acquisto della copia cartacea, con buona pace dei costi per l’ambiente.

Altri indicatori rilevanti di un cambiamento in atto arrivano dalle biblioteche. Uno studio condotto a livello globale e pubblicato all’inizio del 2022 certifica il forte aumento nel volume di eBook, audiolibri e magazine digitali presi in prestito lo scorso anno mediante piattaforme e app dedicate.

Dallo scaffale al display: pro e contro
Il perfezionamento della tecnologia sta senz’altro accelerando questo fenomeno. A partire dai passi in avanti fatti sui display grazie ad esempio alla “carta elettronica” e-ink, che a differenza di quanto avviene con lo schermo retroilluminato di smartphone, tablet e computer, non emette luce (se non quella strettamente indispensabile per leggere al buio), così da non affaticare la vista e non pesare in modo eccessivo sulla durata della batteria. Migliorano via via anche la risoluzione, la reattività nell’esecuzione dei comandi e l’autonomia, frutto delle costanti ottimizzazioni apportate sul fronte hardware. I modelli più recenti di e-reader garantiscono così interi mesi di funzionamento con una sola carica.

Lo stesso vale per le funzionalità. Un lettore digitale non si limita a mostrare le pagine di un libro (o di un manuale o di una rivista), ma consente di evidenziare parti specifiche, di accedere istantaneamente alle traduzioni in ogni lingua, di impostare parametri che vanno dal tipo di font alla dimensione dei caratteri visualizzati, di cercare il significato dei termini online oppure pescandoli da un glossario, di salvare appunti e di condividerli. Tutte caratteristiche di indubbia utilità, specialmente se valutate entro i confini del contesto didattico.

Altri vantaggi sono quelli riguardanti l’immediatezza: lo cerchi, lo scegli, lo leggi, in pochi minuti o addirittura in una manciata di secondi, con algoritmi capaci di fornire suggerimenti mirati sulla base dei gusti di ognuno, anche se probabilmente non con la stessa accuratezza e creatività che rendono tuttora insostituibile il lavoro “umano” svolto dai librai, e la fondamentale funzione relazionale delle librerie. E c’è la sostenibilità. Vien meno la necessità di impiegare materia prima nella fase di produzione dei volumi e di pesare sull’ambiente con le emissioni legate alla loro gestione logistica.

Quello dell’impronta degli e-book tuttavia è un tema complesso. Non possiamo dimenticare che le operazioni di archiviazione e distribuzione dei libri digitali sono energivore, o sottovalutare l’impatto ambientale derivante dal ciclo vitale del dispositivo di lettura, dalla produzione al riciclo o smaltimento. In questo caso le buone pratiche consentiranno di ridurre sempre più l’impatto dell’uno e dell’altro aspetto, attraverso il recupero e il riciclo dei materiali ma anche mediante l’approvvigionamento di energia da fonti rinnovabili certificate. Come sempre, un’innovazione è tale solo quando si manifesta in modo sostenibile.

Come dicevamo, i due canali, quello fisico e quello online, non devono essere necessariamente contrapposti, possono coesistere e supportarsi l’un l’altro. Facciamo alcuni esempi tutti italiani. Il primo è Bookdealer, che svolge il ruolo di e-commerce attraverso cui sostenere le librerie indipendenti sul territorio, considerate “presidi culturali essenziali”. C’è poi StreetLib, che offre la possibilità di distribuire i libri in digitale o su carta con la modalità print-on-demand, permettendo di stampare solo i volumi effettivamente venduti e ottimizzando così l’intero processo, anche in termini di costi. Tra i supporter del self publishing figura anche Youcanprint, che aiuta gli autori a vendere sia sul Web sia nei negozi fisici, nulla cambia se un romanzo, un saggio oppure un manuale.

Proprio l’autopubblicazione è tra i fenomeni in grande crescita, favorita senz’altro dall’evoluzione tecnologica, e un’opzione che per qualcuno si è già rivelata la scelta vincente. Il caso più eclatante a livello internazionale è forse quello della trilogia “Cinquanta sfumature”, che prima di essere acquisita da una casa editrice e portata sul grande schermo è stata messa a disposizione da E. L. James proprio come eBook in modalità print-on-demand, in completa autonomia.

Tornando ai vantaggi, non è da trascurare come un eBook sia anche in grado di abbattere alcune barriere in termini di accessibilità. È di fatto un file e, in quanto tale, a disposizione di ciechi e ipovedenti con il semplice ausilio di uno screen reader, ovvero un software che utilizzando un sistema di sintesi vocale si occupa di leggerlo a chi ha difficoltà in tal senso. E solitamente ha un prezzo inferiore rispetto a quello della sua controparte cartacea, anche se non di molto. Di fatto, vengono meno solo le spese relative a stampa, distribuzione e scaffale, mentre il grosso dei costi rimane invariato.

Il contenuto e il contenitore
Il processo di digitalizzazione dell’editoria non deve essere visto come finalizzato all’abbandono o al pensionamento della versione cartacea, piuttosto come un’opportunità per allargare la platea dei potenziali lettori. Operare una distinzione tra contenuto e contenitore può contribuire a valorizzare il primo senza privare il secondo della sua importanza e delle sue funzioni; possono essere così preservati il feeling restituito dal libro tradizionale e, al tempo stesso, i vantaggi offerti da un pannello elettronico.

Sui nostri scaffali continueranno a far bella mostra volumi con copertine curate e arricchiti da colori oggi non riproducibili da un e-ink, ma partendo per un viaggio sceglieremo sempre più spesso di mettere nello zaino o in valigia un reader. Quella degli eBook è una storia ancora da scrivere, un foglio bianco da riempire con l’inchiostro dell’innovazione.

Illustrazione di Serena Gianoli

l'autore
Cristiano Ghidotti