Che fine ha fatto Second Life?

Che fine ha fatto Second Life?

18.01.2018 | Il fenomeno dei primi anni duemila è ancora vivo e vegeto, nonostante tutto. E punta a una grande evoluzione.

Circa dieci anni fa, tutti i mass media erano convinti di aver scoperto la “nuova internet”: un mondo virtuale degno della fantascienza più immaginifica. Una seconda realtà, interamente digitalizzata. In breve, in questo ambiente virtuale iniziarono a fare la loro comparsa case, negozi, aziende, arene per i concerti dove suonavano vere band, uffici per coordinare le campagne elettorali e anche vere ambasciate (digitali) di vere nazioni.

In questa seconda realtà, insomma, si svolgeva una seconda vita. Da cui prende il nome uno dei più grandi fenomeni dell’internet dei primi anni duemila: Second Life. Sentire oggi questo nome, può far pensare a ambiente – che un tempo era il punto di ritrovo di centinaia di migliaia di appassionati – oggi spopolato, riempito solo da cattedrali nel deserto che ricordano una gloria tanto importante quanto ormai appartenente al passato.

Al suo apice, Second Life poteva contare 1,1 milioni di utenti attivi (siamo attorno al 2007), che sfruttavano i loro avatar per vagare in un ambiente digitale in 3D, incontrare altre persone con cui comunicare in forma testuale (attraverso dei fumetti che escono dalla bocca), assistere a concerti recandosi nei luoghi in cui si tengono, incontrare appassionati, per esempio, di cinema nel luogo creato per loro, fare acquisti nei negozi o anche solo vagare alla scoperta di un mondo vasto e ricco di sorprese.

Una piazza di Second Life abbastanza popolata.

Il declino, però, c'è comunque stato. E la ragione è una sola: Facebook e gli altri social network hanno consentito di scoprire un mondo online meno distaccato dalla realtà – e che anzi diventa una “connessione digitale” con la realtà stessa – meno alienante e più facile da utilizzare. Ma se pensate che Second Life sia morto, vi sbagliate di grosso. Al contrario, secondo i fondatori della piattaforma, oggi Second Life sta ritornando a crescere, continua a guadagnare e ha anche grandi piani per il futuro.

I numeri parlano chiaro: la comunità di Second Life, oggi, può contare ancora su circa 800/900mila utenti. Vale a dire un numero poco più basso di quello raggiunto all’apice della popolarità. Ovviamente, la cosa più importante è capire se questi utenti siano attivi o meno; ma il fatto che il giro d’affari della società sia in buona salute, significa che ci sono abbastanza persone che scambiano soldi veri in un mondo virtuale (per acquistare nuove case in cui vivere, ampliare il mondo, creare bellezze naturali, comprare cuccioli virtuali, migliorare il proprio aspetto, partecipare a eventi e quant’altro) da mantenere attivo il commercio che è sempre stato il modello di business sul quale Second Life si è basato.

Un aspetto importante, è che su Second Life sono nate anche vere e proprie professioni. Tra cui quella di architetto. Dal momento che gli strumenti per la creazione di ambienti virtuali si sono fatti sempre più sofisticati, il gap tra chi è in grado di sfruttarli al meglio e chi invece ha un approccio più amatoriale è cresciuto parecchio. Con il risultato che, oggi, non pochi pagano gli esperti per costruire la casa digitale dei loro sogni secondo le loro indicazioni. Architetti, appunto.

Un'ambiziosa costruzione su Second Life.

Il commercio tradizionale, invece, ha subito una recessione. Credeteci o meno, ma qualche anno fa il mezzo principale per fare acquisti su Second Life era entrare in un vero e proprio negozio creato all’interno del mondo virtuale. Il vostro avatar passeggiava per la città, vedeva una vetrina interessante, si recava nel negozio e decideva cosa comprare. Oggi, la versione Second Life di Amazon sta rovinando questo commercio un tempo florido. Linden Lab (la società che ha creato Second Life) ha infatti creato un marketplace sul web che sostituisce in larga parte gli acquisti che “ai bei vecchi tempi” si facevano direttamente nei negozietti che incontravamo passeggiando.

Non è l’unica differenza. Anzi, è molto curioso come Second Life in un certo senso stia ricalcando le dinamiche del mondo reale: “Qualche tempo fa, le persone avrebbero camminato in giro per vedere che cosa avesse da offrire questo mondo, incontrare avatar e darsi all’eplorazione”, spiega l’utente Iki Akari. “Oggi, tendono a comprare un pezzo di terra e a restare all’interno del loro territorio. È diventata un’esperienza più isolata”.

Ed è vero: un tempo c’era molto più movimento casuale in giro. Molto più traffico di pedoni, diciamo così. Oggi le persone sembrano riunirsi solo per i grandi eventi o per i party a cui, però, si può essere invitati solo attraverso blog che si trovano al di fuori del mondo virtuale (mentre avrebbe più senso che avvenisse, per esempio, incontrando una persona con uno stile simile o conoscenze comuni).

Su Second Life ci sono anche concerti dal vivo e in diretta.

Ma le trasformazioni sono inevitabili. Così com’è una trasformazione importante il fatto che le ambasciate, le redazioni dei grandi media, le campagne elettorali e tutto il mondo mainstream che voleva presidiare Second Life sia scomparso nel momento in cui questa piattaforma ha smesso di essere al centro delle attenzioni. Ed è probabilmente una buona cosa, perché le ha consentito di mantenere uno spirito più genuino.

Tutto questo, però, non significa che Second Life sia destinato a rimanere un mondo un po’ vintage, un ricordo dell’internet primi duemila che attira solo appassionati e nostalgici. Anzi, il fatto che Second Life abbia continuato a essere una macchina remunerativa per Linden Lab (la società che l’ha ideato), ha consentito oggi di iniziare a programmarne il futuro. Che, come potrete immaginare, passa da una tecnologia che con questo ambiente si sposa alla perfezione: la realtà virtuale.

Il progetto si chiama Sansar e ha iniziato a essere messo a disposizione in open beta ai primi di luglio. Si tratta di un nuovo mondo, che potrebbe rimpiazzare quello originale e che fa temere alla comunità originaria che questo causerà disinteresse da parte di Linden Lab verso il loro mondo digitale preferito. Ma forse si tratta di timori esagerati; prima che la realtà virtuale diventi abbastanza economica e diffusa – e prima che possa diventare un gesto normale indossare dei visori per passeggiare in un mondo virtuale per ore e ore – passerà ancora parecchio tempo. Ma la realtà virtuale ha un enorme potenzialità e potrebbe portare ancora una volta Second Life alla ribalta.

 
l'autore
Le Macchine Volanti