fbpx Le macchine Volanti | Biometria: come funziona e come cambia il nostro futuro
Biometria: come funziona e come cambia il nostro futuro

Biometria: come funziona e come cambia il nostro futuro

22.10.2021 | Come funzionano tecnicamente la biometria, i suoi sistemi di autentificazione e identificazione.

Fino a qualche anno fa, pensare di poter usare servizi, applicazioni, identificarsi o effettuare pagamenti con un semplice gesto della mano, la pressione di un dito o uno sguardo sembrava davvero qualcosa di fantascientifico.

Poi, lentamente, abbiamo fatto conoscenza e familiarizzato con la biometria, anche e soprattutto grazie agli smartphone, per poi vederla sbarcare in moltissimi settori della nostra vita quotidiana.

La biometria comprende un insieme di tecnologie e processi utilizzati per riconoscere e autenticare le persone sulla base di determinate caratteristiche fisiche o comportamentali uniche.

L’autenticazione biometrica facilita la vita dei cittadini, che sono sempre più mobili e connessi, e offre un’alternativa efficace e veloce rispetto alla tradizionale (e spesso poco sicura) password.

Attualmente, la tecnologia biometrica offre il miglior compromesso tra sicurezza e convenienza, andando lentamente a sostituire le “antiche” chiavi alfanumeriche. Come ogni anno sottolineano i report sulla sicurezza, queste ultime soffrono sempre di più di svantaggi, tra percorsi di doppia e tripla autenticazione, necessità di essere complesse, cambiate frequentemente e differenti per ogni servizio.

Di contro, scan di impronte digitali, riconoscimento facciale o dell'iride sono mezzi comodi e molto sicuri per permetterci un’autenticazione veloce quando si richiede a una persona l’accesso a un account o a un dispositivo, un pagamento o l’esibizione di un documento d’identità.

Biometria nella storia: intuizioni che arrivano da lontano

La strada per l’applicazione della biometria nella vita di tutti i giorni è un percorso che si sviluppa a partire dalla fine del XIX secolo. Le impronte digitali sono state infatti uno dei primi dati personali a essere studiati per l’applicazione di un sistema di riconoscimento utile a individuare le persone (in questo caso, criminali).

Una prima applicazione delle impronte digitali fu messa in atto nel 1891, a opera dell’ispettore Juan Vecetich, che con una brillante intuizione iniziò a catalogare le impronte dei criminali in Argentina, ma ancora prima il criminologo parigino Alphonse Bertillion inventò un sistema antropometrico per identificare gli individui con misurazioni della testa e del corpo, forma dell'orecchio, del sopracciglio, della bocca, dell'occhio.

Anche il riconoscimento vocale è in realtà una tecnologia che viene da relativamente lontano: ben prima dello sbarco nelle nostre case degli assistenti vocali, nel 1952 è nato nei Bell Laboratories un sistema che riusciva a riconoscere le cifre parlate.

Idee sperimentali e spesso in anticipo sui tempi che, sviluppate di pari passo con il progresso tecnologico, hanno portato i dati biometrici a essere negli ultimi vent’anni le nuove “chiavi” per garantire sicurezza e accessi riservati laddove necessario.

Come funziona la biometria

I dispositivi tech che presentano sistemi di riconoscimento biometrici hanno dei sensori che permettono di scansionare le caratteristiche fisiche delle persone, prima di permettere l’accesso ai dati richiesti. Smartphone e PC sono quasi tutti dotati, oggi, di sistemi AIDC (Automatic Identification and Data Capture) che possono essere integrati con altre tecnologie come chiavi crittografiche o firma digitale.

Attraverso un match tra questi dati, acquisiti in tempo reale, il sistema di riconoscimento biometrico rileva e verifica l’identità della persona . Negli ultimi anni, oltre al diffusissimo Face ID di Apple e i lettori di impronte digitali sugli smartphone, abbiamo iniziato a familiarizzare anche con il riconoscimento vocale, anche grazie ai dispositivi di domotica come  Alexa o Google Home.

Quali sono i vantaggi dell'autenticazione biometrica?

Come anticipato, tra gli aspetti decisamente favorevoli per l’utilizzo della biometria nelle operazioni quotidiane ci sono il livello di sicurezza e la garanzia che l’autenticazione sia legata al set unico di dati fisici che ognuno di noi ha, difficili da falsificare o rubare o replicare attraverso dei bot.

Inoltre, dal punto di vista dell'utente, l’autenticazione attraverso l’uso di dati biometrici è facile e veloce come appoggiare un dito su uno scanner o guardare un obiettivo per sbloccare un account e non dover vivere con il timore di dimenticare una lunga e complessa password.

C’è poi da considerare che la verifica biometrica richiede una interazione in presenza, quando c’è bisogno di approvare un’operazione o farsi identificare. Non è possibile trasferire o condividere digitalmente un dato biometrico fisico.

Le tecnologie di questo tipo aprono quindi le porte a un ampio spettro di servizi per i cittadini di tutto il mondo: dall’accesso più facile a servizi di e-government a livello nazionale, statale o locale a modalità di emissione di documenti d'identità sicuri, come passaporti e patenti di guida.

Nel mondo del lavoro, poi, è diventato più semplice rendere sicuro l'accesso ad aree che necessitano protezione, come gli impianti industriali, o a servizi riservati come le cartelle cliniche o i sistemi finanziari.

C’è da sottolineare che nessuna forma di biometria (come ogni sistema di autenticazione) potrà mai essere accurata al 100% se usata da sola, ma grazie al costante aumento del livello di tipologie di riconoscimento e della loro precisione, le combinazioni possibili per difendere la nostra sicurezza sono sempre più affidabili.

Il futuro della biometria: innovazioni e nuovi campi di azione

Quello della biometria applicata alla privacy e alla sicurezza è uno dei settori in maggiore espansione e dove nei prossimi anni vedremo moltissime novità riguardo alla comodità di utilizzo per i cittadini.

Migliaia di brevetti vengono presentati ogni anno, come il sensore ottico in-display che utilizza specchi per riconoscere le impronte digitali senza errori anche a distanza, o come i sistemi di rilevamento attraverso le vene delle dita per autenticare le persone o verificare lo stato di salute (utile per esempio per le aziende sanitarie o per le industrie).

Senza contare il rinnovamento che sta investendo in modo estensivo il settore della sicurezza aeroportuale, attraverso innovazioni come il Travel Pass della IATA, adottato da Singapore Airlines, o il riconoscimento facciale messo in atto dall’aeroporto di Fiumicino in collaborazione con Delta, per snellire le procedure di check-in.

Una nuova tecnica, quella del Palm ID, da poco sbarcata all’hub internazionale di Jeju, in Corea del Sud, fa il paio con quella applicata da un gigante come Amazon nei suoi pionieristici negozi senza personale a Seattle: gli acquirenti possono pagare le merci in modo rapido e semplice attraverso la scansione del palmo della mano.

Inoltre, l’utilizzo dei portafogli digitali, sempre più semplici da usare e accessibili attraverso i nostri smartphone, permette di archiviare informazioni importanti che fanno risparmiare tempo e fatica, nel massimo rispetto degli  standard di sicurezza. Entro il 2023, quasi un miliardo e mezzo di persone in tutto il mondo utilizzeranno una soluzione di portafoglio digitale mobile.

I presupposti per un cambiamento radicale delle nostre abitudini ci sono tutti. La tecnologia, nei prossimi anni, migliorerà a tal punto da poter riconoscere non soltanto le caratteristiche fisiche, ma anche le reazioni agli eventi quotidiani, come la frequenza cardiaca, la dilatazione delle pupille e molto altro. Un modo per riuscire a “triangolare” dati sempre più precisi e unici di ciascuna persona, al fine di riconoscerla senza possibilità di errori e far diventare il rischio di frodi e falsificazioni un ricordo del passato.

Illustrazione di Serena Gianoli

l'autore
Giacomo Lucarini