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Auto elettriche: la grande corsa europea tra potenzialità e rischi

Auto elettriche: la grande corsa europea tra potenzialità e rischi

21.06.2021 | Tanti brand che convertono al full-electric, un quadro della situazione attuale e degli scenari possibili.

2,9 miliardi di euro: una cifra da capogiro che la Commissione europea ha deciso di destinare ai suoi Stati membri per il sostegno alla ricerca e all’innovazione in materia di batterie elettriche. L’obiettivo è l’autosufficienza produttiva e il motivo è chiaro: le auto elettriche sono il futuro molto prossimo della mobilità.

Il progetto European Battery Innovation è solo l’ultimo dei tasselli del progressivo avvicinamento alla sostituzione dei mezzi alimentati da combustibili fossili con quelli elettrici: anche l’Italia gioverà di queste risorse, con vari istituti e aziende impegnati nello sviluppo delle nuove tecnologie per rendere i veicoli sempre più sostenibili.

Le auto elettriche riescono a migliorare il nostro rapporto con l’ambiente grazie a un impatto ambientale ridotto: a differenza dei mezzi che utilizzano combustibili fossili, emettono fino al 55% in meno di anidride carbonica rispetto alla benzina e fino al 40% se paragonate ai motori diesel.

Senza contare che viene abbattuto l’inquinamento acustico, dato che il mezzo risulta silenzioso: a questo contribuisce anche il cambio automatico, che limita la rumorosità e le vibrazioni del motore.

Una delle innovazioni tecnologiche più utili è quella della “frenata rigenerativa”, ovvero la produzione di energia in frenata grazie a un sistema che converte l’energia cinetica in elettricità: un vantaggio notevole che aiuta ad allungare il ciclo di carica delle batterie del veicolo, facendo risparmiare quasi un 30% dei consumi.

Auto elettriche: mercato che cresce e gigafactory che nascono
Nonostante l’emergenza dovuta alla pandemia, il mercato delle auto elettriche continua a crescere, tanto che alla fine dello scorso anno si è registrato un +10% sul totale dei veicoli venduti in Europa.

I dati sulla vendita delle auto elettriche sono tanto più eclatanti se si pensa che negli ultimi mesi del 2020 l’Europa ha addirittura superato la Cina, contribuendo a superare la “soglia psicologica” dei 10 milioni di veicoli sulle strade a livello mondiale.

Al momento sul territorio degli Stati europei esistono, tra stabilimenti produttivi di batterie in attività e in programma, 27 realtà che realizzano batterie, con i grandi brand automobilistici che in prima persona si mobilitano per contribuire alla filiera.

Parlando dell’Italia, ci sono buone notizie: è stata di recente annunciata la costruzione della prima gigafactory nazionale, che si annuncia anche essere la più grande a livello europeo finora. Sorgerà a Scarmagno, in provincia di Torino, per mano della Italvolt: nei 300 mila metri quadrati dell’impianto si farà produzione e stoccaggio di batterie a ioni di litio per le auto elettriche. La costruzione coinvolgerà realtà italiane di robotica, soluzioni innovative e tecnologie di elettrificazione all’avanguardia.

Auto elettriche tra vantaggi, innovazione e rischi
Secondo uno studio dell’associazione europea BEUC, un’auto elettrica si dimostra già adesso per i consumatori più conveniente rispetto alle opzioni tradizionali.

Il risparmio calcolato durante l’intero ciclo di vita della vettura, che in media si aggira sugli 11 anni, si rivela essere circa il 20% se confrontato ai costi che affrontiamo con una vettura a benzina o diesel: quasi 2.000 euro all’anno se si usa l’auto percorrendo una media di 30.000 chilometri.

Dunque, già adesso per un automobilista è conveniente pensare all’alternativa elettrica, anche per ammortizzare il “costo di possesso”, ovvero tutte quelle spese che vanno dall’acquisto alla manutenzione passando dall’assicurazione, il bollo, i rifornimenti.

Se invece non abbiamo necessità di spostarci per lunghe tratte e molto spesso, oppure vogliamo fare la scelta radicale di non possedere un’auto, il car sharing elettrico può rappresentare una buona alternativa. La mobilità a zero emissioni si sta sviluppando rapidamente nelle grandi città, anche se al momento un utilizzo del noleggio a breve e brevissimo termine dei mezzi conviene soltanto a chi ne fa un uso decisamente saltuario.

I benefici per la vivibilità urbana e l’ambiente hanno portato oltre 30 realtà europee fra aziende automobilistiche, energetiche e sanitarie a richiedere ufficialmente alle istituzioni che dal 2035 siano messe in vendita solo auto elettriche, andando di fatto a vietare la vendita di mezzi a benzina, diesel anche ibridi.

Una delle perplessità che riguardano le auto elettriche riguarda la “vita” delle batterie agli ioni di litio che le alimentano, che si aggira sui 5 anni prima di un decadimento sostanziale. Sono inoltre suscettibili alla variazione delle temperature: al di fuori della forbice che va dai -10° ai +30° C si registra un calo di prestazioni.

Se da un parte la manutenzione ridotta e meno costosa rende i veicoli elettrici molto appetibili per l’utenza, le batterie e i loro accumulatori possono far sorgere dunque qualche dubbio.

Qui la tecnologia arriva in soccorso: sono già in sperimentazione innovazioni come gli inverter di potenza, che convertono in modo più efficace l'energia trasformando la corrente continua della batteria in corrente alternata che aziona il motore. Ma contemporaneamente alcune case automobilistiche stanno sperimentando sistemi di ricarica intelligente e ottimizzazione del sistema “start-stop” che spegne il motore nelle fermate brevi per ridurre le emissioni e consumare meno carica della batteria.

Senza contare che, in un settore davvero molto in fermento, è già stata annunciata dall’azienda israeliana Storedot anche una rivoluzionaria batteria con tecnologia XFC (eXtreme Fast Charging) dalla velocità di ricarica di appena 5 minuti.

L’esempio della Norvegia tra incentivi e bisogni in crescita
Per la prima volta nella storia, il 2020 ha visto in una nazione il sorpasso nelle vendite dei mezzi elettrici rispetto a quelli a combustibili fossili: succede in Norvegia, una realtà relativamente vicina a noi.

La Norwegian Road Federation ha reso noto che 54,3% di tutte le nuove auto vendute sono full electric: un dato incredibile se si pensa che dieci anni fa rappresentavano l'1% del mercato.

A questo risultato ha sicuramente contribuito l’assenza di tassazione sui veicoli elettrici, ma il rovescio della medaglia sta al momento nel raggiungimento di un livello molto alto di utilizzo di elettricità per singolo abitante. Le stime dicono che presto sarà la nazione seconda in classifica in Europa dietro le spalle dell'Islanda.

Il passaggio alle auto elettriche in Norvegia è stato facilitato dai vantaggi economici: in pratica un mezzo full electric permette di non pagare tasse e pedaggi ed evitare le imposte sulle auto a benzina e diesel: inoltre non sono previste tasse sulla vendita delle auto elettriche usate, sulla proprietà e sull'energia per la ricarica.

Questo sistema, già adocchiato come modello da analisti e professionisti del settore automobilistico, è stato possibile anche grazie a un deciso ampliamento della rete di colonnine di ricarica disponibili in tutto il Paese, portandolo nella top 3 d’Europa.

E in italia? Attualmente ci sono in media 3 stazioni di ricarica elettrica ogni 100 chilometri, ma il sistema si sta espandendo. Una volta superate alcune criticità percepite, come i costi di acquisto e la limitata autonomia, che come abbiamo intuito nei prossimi anni vedranno importanti novità se non addirittura rivoluzioni, le auto elettriche saranno davvero il “motore” di un mondo più pulito.

l'autore
Giacomo Lucarini