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Cobot: ecco le innovazioni per far lavorare assieme umani e robot
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Cobot: ecco le innovazioni per far lavorare assieme umani e robot

L’industria, e non solo, è sempre più innamorata dei cobot. Cosa sono i cobot? La parola deriva dalla contrazione di “robot collaborativi”, e si tratta nella maggior parte dei casi di piccoli bracci sensorizzati che possono lavorare al fianco degli esseri umani in spazi condivisi.

Grazie a sistemi anticollisione e microcamere, i cobot interagiscono perfettamente con i colleghi in carne e ossa, rendendo alcune operazioni più semplici e veloci.

Si tratta di una nicchia di mercato destinata secondo gli esperti ad avere una sensibile espansione nei prossimi anni. Al momento vale poco meno del 5% del totale delle installazioni di robot industriali, ma stando ai dati del Research and Markets di Dublino, la crescita dei cobot è stimata a un ritmo medio annuale del 39,8% fino al 2027, diventando uno dei settori più importanti dei prossimi dieci anni.

Già adesso si possono ammirare dei progressi tecnologici interessanti: basti pensare all’azienda svedese ABB, che ha presentato a inizio 2021 due modelli di cobot (GoFa e Swifti) che con una semplicissima programmazione possono svolgere in ogni tipo di azienda attività di movimentazione materiali, assemblaggio componenti, imballaggio e manutenzione macchinari.

Ma l’Italia non sta a guardare. Un progetto dall’eloquente nome “Cobot” è stato sviluppato dalla Regione Umbria grazie al Fondo europeo per lo sviluppo: il braccio meccanico può supportare il lavoro umano anche nelle piccole e medie imprese, sollevando il lavoratore umano dai compiti più pesanti e ripetitivi. Attualmente Cobot, sviluppato dopo tre anni di ricerca, è oggetto di nuove evoluzioni mentre presta il suo lavoro in un’azienda importante a livello mondiale come le Meccanotecnica Umbra.

La robotica entra anche nella scuola italiana proprio in questi giorni grazie ai cobot con RoboLab, un progetto guidato da Assolombarda, Politecnico di Milano e altri soggetti privati per creare un e-learning dedicato agli studenti delle scuole primarie e secondarie del territorio di Monza.

Il laboratorio vede gli studenti interagire con robot collaborativi della famiglia Yumi, dell’azienda ABB: ragazze e ragazzi impareranno la programmazione che permette movimenti e attività dei cobot.

Un assaggio di futuro e di professionalità che potrebbero diventare sempre più richieste, con un progetto che sta per espandersi a livello nazionale, per consegnare l’innovazione nelle mani delle nuove generazioni.

Giacomo Lucarini